Gazebo Penguins, RAUDO (To Lose La Track)

Gazebo Penguins, RAUDO (To Lose La Track)

Due anni fa quando è uscito Legna, non c’ero. L’ho conosciuto dopo, Legna, all’inizio del 2012. Poi la prima, e unica, volta che li ho visti dal vivo, al TPO di Bologna, quasi un anno dopo, il 20 ottobre 2012, giusto in tempo per il loro ultimo concerto prima della pausa per fare il nuovo disco e dopo un tour infinito. Sono sempre stato un pò lento del resto. In questi casi mi rimprovero un sacco di cose, tipo che avrei dovuto e voluto essere altrove in momenti in cui ero altrove. Così, lamentandomi un pò, arrivo a oggi e a stamattina, ed è trascorso un lasso di tempo, che parte da quando li ho visti al TPO, durante il quale ho aspettato che uscisse l’album nuovo. Sembra passato un sacco di tempo, in realtà non è così.

Si chiama RAUDO, è il nuovo disco dei Gazebo Penguins, lo scarichi gratis qui, uscirà il 27 aprile in cd e il 15 maggio su LP, per To Lose La Track come Legna, è stato registrato all’Igloo Audio Factory e per me suona come il primo vero disco nuovo (split esclusi, in quanto proprio split) dei Gazebo Penguins da quando li conosco, e quando ti piace un gruppo il primo album intero nuovo che esce da quando li ascolti è una cosa totale. E qui si apre un altro discorso: rischio di essere fuori luogo perchè in fondo ho una certa età e dicono non sia carino per un trentaquattrenne aspettare così tanto l’uscita di un album: è più consono aspettare l’uscita del modello nuovo della Nissan. Mi piace il modello nuovo della Nissan, ma non lo aspettavo. Aspettavo invece RAUDO. E un altro discorso, oggi diventato definitivo: l’attesa emozionata di RAUDO era giustificata dal fatto che pensavo che sarebbe stato un album ottimo, e invece è ancora meglio, e ha un sacco di cose dentro che me lo fanno dire.

RAUDO suona come il più prezioso power pop, quello che mi piace di più, quello che mi ha fatto cambiare idea nei confronti dell’utilizzo corretto della distorsione della chitarra. Gli Shift al top.

RAUDO è come Legna, ma ancora più bello. Suona meglio, si sente meglio, e i Gazebo Penguins suonano meglio. L’inizio col Tram delle 6 di Legna era differente rispetto alla prima di RAUDO, Finito il caffé, che chiunque abbia sofferto almeno un abbandono sente subito sua. La dipendenza da caffé è un’altra cosa che te la fa sentire subito tua. E Casa dei miei (seconda traccia di RAUDO) è un altro colpo forte, sul fronte dell’abbandono. Dettato (la seconda di Legna) aveva una profondità tutta sua e assoluta, ma la botta arrivava con Senza di te, che è una canzone d’amore, o per lo meno d’affetto, con immagini semplici e bestiali, nel senso che colpiscono nel segno, dove devono colpire. Le botte di RAUDO arrivano subito. Ma, diobono, quando i Gazebo Penguins parlano di affezionarsi, ricordarsi e cose così sono più forti di qualsiasi birimbo che cerca di farlo come uno sburone che pensa di avere in tasca i sentimenti universali di tutto il mondo.

RAUDO parla anche di cazzotti, quelli che i Gazebo Penguins ci danno quando si ascolta Difetto, che pure è, credo, una canzone d’amore. RAUDO parla di tempo che passa, dossi smontati e rimontati e di soldi che si spendono per forza. E parla anche di studio del latino, cosa che mi prende in particolar modo, e di tagli di qua e di tagli di là, di frontalini rubati delle Mercedes e di conseguenza, anche se non la menziona, della paura di prendere le sleppe se il tipo della Mercedes ti becca con le pive nel sacco. RAUDO insomma suona incredibilmente bene (l’ho già detto) e va dritto senza fermarsi un attimo. La cosa speciale è che più alzi il volume più il cuore, quello che c’è nel disco, ti arriva in gola.
Correggio è un pezzo che ti fa sentire un pò malinconico e poi ti fa pentire di esserti sentito malinconico. Ed è proprio il pezzo centrale dell’album, dopo il filotto DifettoDomani è gennaioOgni scelta è in perdita. La sensazione, che al sesto-settimo ascolto a nastro incomincia a essere certezza, è quella di un album che suona esplosivo e usa le esplosioni come improvvisi e poi prolungati momenti di acuta riflessione su quello che si dice nel testo.

RAUDO ha la forza di mettere in chiaro che i Gazebo Penguins suonano, pensandoci, solo come i Gazebo Penguins, e che è bello il filo su cui si muove tra una base musicale estremamente potente e definita e i testi a volte interrotti improvvisamente ma compiuti come una riflessione veloce, non estemporanea, e differente.
Ed è questo il modo che i Gazebo hanno di creare ogni volta qualcosa che rimarrà nella testa di tutti quelli che li amano, e di sempre più persone, per lungo tempo, perchè i dischi e le canzoni in cui il cuore si sente sono quelle che ti mettono nella condizione di amare, amare una musica, amare una band. E allora è a quel punto che nasce l’entusiasmo per i Gazebo Penguins, e non si esaurisce, e ti aiuta a capire che ogni volta che l’ascolterai, questo disco, sarà sempre meglio, giorno dopo giorno. E le canzoni avranno un valore a cui non potrai rinunciare, e avrai sempre voglia che esca un disco nuovo, o di vedere un concerto dal vivo.

E io che mi ero arrabbiato perchè la nuova canzone dei Gazebo Penguins si chiamava E’ finito il caffè

Raudo, nuovo album dei Gazebo Penguins

Anche quest’anno sono arrivate le fragole, e buone che sono. Un’altra cosa che è arrivata, più o meno insieme alle fragole, è il nuovo video dei Gazebo Penguins “E’ finito il caffè”, che annuncia il nuovo album Raudo, disponibile dal 23 aprile in free download su www.gazebopenguins.com e poi in cd e vinile per To Lose La Track.
Ritenevo del tutto fuori l’aver scelto come prima parola della canzone il verbo essere “È“, che in maiuscolo non si accenta in automatico su YouTube, wordpress o su facebook ma solo se la metti su word, scrivi “è” in minuscolo all’inizio del foglio e dai uno spazio, copi e incolli dove ti serve. Il minuscolo si accenta senza problemi perchè ce l’abbiamo sulla tastiera, il maiuscolo non si accenta di suo, e se non sei accorto e non gli dai lo spazio viene fuori apostrofato: E’. Se hai uno smartphone strano, il maiuscolo di “è” non te lo accenta neanche dopo che hai dato lo spazio. Prendere come metro YouTube, facebook, wordpress la regina dei blog e la tastiera dello smartphone è triste, sì, ma lavoriamo con quello che abbiamo. E proprio su YouTube il video si chiama “E’ finito il caffè”.

L’uso dell’imperfetto sta a indicare che mi sbagliavo e che non ritengo più quello che ritenevo. Perchè sulla loro pagina Facebook i Gazebo Penguins hanno pubblicato la smentita ufficiale: il titolo non è “E’ finito il caffè” ma solo “Finito il caffè“, un sospiro di sollievo. Tutta colpa della fretta. Sarà perchè sono dottore in lettere ma quella cosa lì non mi andava giù, com’era possibile che gli autori di “Dettato” avessero scelto “è” come prima parola della loro prima canzone estratta dal nuovo album, sapendo che è molto difficilmente accentabile in modo corretto? Intollerabile. E com’era possibile che avessero scritto su YouTube “E’ finito il caffè”? Rabbia rientrata. Sulla loro pagina facebook hanno scritto infatti anche che per la fretta e nella frenesia della pubblicazione del video il titolo su YouTube è sbagliato e che la canzone si chiama “Finito il caffè“. “Sempre per la fretta il titolo è uscito sbagliato, e ancora peggio con un apostrofo al posto di un accento (robe da strapparsi i vestiti)” scrivono. Ottimo.

Comunque il pezzo spacca. Anche il video (di ilpolimorfo.com)

Prima che facciano il Governissimo, ci vuole qualcosa per ricordarmi che l’Italia è bella

Prima che facciano il Governissimo, ci vuole qualcosa per ricordarmi che l'Italia è bella

Diverse le ipotesi che si stagliano all’orizzonte politico italiano.

– Bersani che cerca di allearsi con Grillo e Grillo che gli dice o non fai la TAV o con te non mi alleo. Allora a quel punto Bersani, se non si vuole sputtanare, è costretto a rinunciare o forse non rinuncia e accetta;
– Bersani che si allea con Monti, anche se non gli serve a niente;
– Bersani che si allea con Berlusconi, partorendo il cosiddetto Governissimo, per sostenere il quale Berlusconi chiede la Presidenza della Repubblica, per sé o per Gianni Letta;
– Berlusconi che dichiara di essere gay ed entra in SEL e con lui tutti gli altri che lo seguono sempre fedeli;
– Berlusconi che dichiara di essere un magistrato, entra in Rivoluzione Civile e lo porta al 30%;
– gli eletti di Grillo e Grillo che scoprono che sedere in Parlamento e raggiungere gli obiettivi con la trattativa è diverso dal fare una riunione, e scappano tutti via;
– Dario Fo che diventa Presidente della Repubblica;
– Napolitano che interviene dopo aver ascoltato tutte le coalizioni e i partiti e dice: andiamo a votare ancora, ma solo per il Senato.

La faccenda è dannatamente seria. Tutte ipotesi, quelle sopra elencate, che trascurano la nostra felicità, mettendoci all’angolo dell’imbarazzo. Allora ci vuole qualcosa che risollevi l’orgoglio italiano e che ci permetta di recuperare un pò di serenità dopo la catastrofe elettorale. Ecco cosa ci vuole.

Ci sono tante altre cose belle, ma queste sono quelle che mi sono venute in mente per prime.