Manca poco a che finisca già gennaio, due – Brainstorm non vuol dire solo (only) brainstorming

brainstorm-23gennaio

Pino, someone in my family used to dance you. Che Dio ti benedica che fica aveva un video agghiacciante con Ornella Muti che ballava e l’effetto stelle filanti che fuggivano sulle corde della chitarra IN SOVRAIMPRESSIONE, ma non era la canzone che si ballava di più. La nostra canzone di Pino Daniele di fatto è O’Scarrafone, che piaceva a tutti i parenti più grandi quando ero piccolo. Ho visto più volte la zia che se la ballava con lo zio, io no, io ero un ribelle, e pensavo che la chitarra senza paletta di Pino Daniele fosse una bestemmia, ma che in realtà il suo unico problema vero fossero i capelli. Questo sarà un pezzo sul ballo, o meglio su a come ho pensato al ballo nel mese di dicembre 2014, anche in senso figurato, e sarà saldamente collegato al locale BRAINSTORM di Fusignano.

Nell’ultimo mese molte cose mi hanno ricordato il ballo. Luna Pop. Un articolo su Bastonate sulla morte di Deborah di Disco 2000, gli alberi sotto il vento freddissimo del 31 dicembre, le vacanze di Natale, una macchina che ho visto scivolare piano senza conseguenze sul ghiaccio, la Befana Rock al Bronson, alla quale non sono andato perchè soffro di una malattia che si chiama paura della solitudine ai concerti. Una volta mi piaceva sempre andare ai concerti da solo, adesso ogni tanto sono preso male, poi arrivo là il gruppo inizia a suonare e mi dimentico della paura. Però prima di partire, o non partire, sono indeciso, e mi dimentico sempre che poi mi dimentico. C’è una canzone in una compilation che mi ha regalato la mia morosa per Natale che ho ascoltato la sera della Befana Rock e che dice quella frase disegnata in alto, un imperativo che poi non sono mai riuscito a non disattendere, non che nessuno – se non io – mi abbia mai chiesto di farlo, a parte una volta in cui a una festa della Pecora Gialla tutti i miei amici ballavano e io non volevo saperne perché mi prendeva male. Ed è un’altra cosa che ha a che fare col ballo che mi è venuta in mente. Mio cugino ha un cane nuovo, a Natale l’ha portato a casa di mia mamma, che ha il parquet, quelli di una volta, lucidi, scivolosissimi, e il cane di mio cugino che corre incasinato dagli odori di brodo, arrosti e dolci tutti insieme, e perde il controllo delle gambe, ha chiaramente a che fare con il ballo. Sono la gioia, l’emozione, la fame, il sentirsi bene a guidare le sue zampe. Sempre il giorno di Natale, mia mamma mi ha detto che a Capodanno non sarebbe andata alla Rimbomba, un posto dove tradizionalmente fanno Liscio. Io le ho detto “Ma come? è la prima volta dopo tanto tempo..” e lei mi ha detto “No, ho smesso già da un po’”.

Non è che non ho mai ballato, ma in percentuale le volte in cui l’ho fatto e non ero ubriaco ammontano a circa il 30. Sono una di quelle persone scostanti che quasi non vuole saperne di ballare se prima non ha bevuto. Ho ballato con vergogna in alcuni locali della Romagna. Al Vidia prima di tutto, poi al Velvet, dopo al Bronson. C’era un periodo in cui si andava in discoteca la domenica pomeriggio, al Plinsky, in nome di Jena Plinsky di Fuga da NY, e questa è una delle parti del mio passato più trash inconsapevole che mi sia venuta in mente. Una volta una ragazza mi ha anche fermato mentre ballavo – forse Jump dei Kriss Kross – e mi ha detto che ballavo bene. Naturalmente io sono andato dritto e non ho limonato. Al Vidia e per il Vidia sono successe le cose più belle, come: scappo di casa di nascosto (dopo quattro ore ci ritorno) e vado a ballare in scooter con un mio amico, un freddo cane ma ne valeva del tutto la pena.

Brainstorm su Wikipedia è tutto tranne una parola con un significato suo, quella è Brainstorming. Brainstorm su Wikipedia è: un gruppo musicale di pop rock lettone (pertinente), un gruppo musicale di funk statunitense (abbastanza pertinente), un gruppo power metal tedesco (pertinente), album di Young MC del 91 (che nel 90 fece la reclame della Pepsi) e un album di Mitchel Musso del 2001 (teen popper di Dallas, per questo album e quello precedente della presente lista, più o meno nessuna pertinenza con Neurone). E due film (no conosc). Non mi sono mai adeguato alla domanda “Perchè vi chiamate così?” e non l’ho neanche mai fatta ai regazzi del Brainstorm chiedendo perchè quel nome. Così posso immaginarmelo e non sarà un problema se quello che scrivo non corrisponde a verità. Su Wiki, dunque, Brainstorm non ha lo stesso significato di Brainstorming ma i riferimenti a contesti che c’entrano più o meno con una sala da ballo e una sala da concerti ci sono eccome. Fuori da Wiki, Brainstorm vuol dire anche fare brainstorming, ma i significati più diffusi sono idea improvvisa, colpo di genio e momento di vuoto. Di solito al Brainstorm vado a vedere le idee degli altri, ma una volta ho avuto anche un momento di vuoto, tutto mio.

Non ho mai pensato davvero al Brainstorm come a quello che era in origine, cioè una sala da ballo. Quanto sarebbe bello se solo il mio blog fosse un blog inglese e io potessi scrivere senza metterci il doppio del tempo I never really thought about Brainstorm that it was born a ballroom. Ballroom è il solo bellissimo film di Baz Luhrmann, quello veramente travolgente. A quanto sarò? Al decimo articolo sul Brainstorm di Fusignano? Lo faccio perchè mi piace, mi piace il posto, mi piacciono gli amici che montan su la baracca, mi piace andare lì a vedere i concerti. Adesso poi è più accogliente rispetto all’inizio, sarà perchè ho conosciuto i regaz, ma è più caldo, e non è una questione di riscaldamento, è una questione di numero di concerti visti lì. Quando c’era la sala da ballo, non dovevano esserci problemi di freddo, o forse solo all’inzio, ma quando la serata decollava e tutti ballavano, doveva essere una bella storia, tutti in coppia, e il calore umano che scaldava tutti.

Il Brainstorm una volta si chiamava Sala Aurora, e sui muri della Sala Aurora c’è ancora il murales dell’artista cileno Eduardo Sanfurgo.

A volte ci fanno ancora serate dedicate al ballo. Oggi nelle discoteche non esiste più il ballo di coppia, quando vedi qualcuno che balla in due si tratta di una minoranza, è una cosa a cui ogni tanto penso. L’altro giorno, invece, fuori dall’Iper di Savignano ho visto un ballerino, uno di quelli vestiti a festa che fanno i concorsi, e aveva una banana di capelli a punta che dio, che bella che era. Lui aveva appena fatto una gara a due, e sbombava. Io non ballo e stavo andando a comprare una caffettiera da uno. Per riscattarmi, ho pensato ai prossimi appuntamenti divertenti e mi è venuto in mente che il 23 gennaio al Brainstorm ci sono tre concerti che sbombano almeno tanto quanto il ballerino con la banana a punta. Poi per associazione di idee mi è venuto in mente che ho pure sognato di ballarci, al Brainstorm, ma non lo farò mai. Le pareti sono colorate, i colori si riflettono al centro della pista e la musica del dj è abbastanza buona. Di solito invece i gruppi non sono per niente ballabili, ma neanche per il cazzo proprio, e le serate in cui ci vado non sono quelle delle lezioni di ballo. Però appena entri nell’ingresso è come in quei film in cui si vede la scena che ti introduce alla sera del ballo scolastico, poi apri la porta della sala e c’è qualcuno che urla nel microfono. E non ti passa la poesia, te ne viene un’altra. Dimentichi che sarebbe un posto bellissimo per ballarci in coppia un ballo romantico con la tua bella e diventi una bestia che si diverte e muove la testa ai concerti emo. A parte quando ha suonato Caso, con le luci di Natale per terra e sul microfono, e tutto era davvero quel tipo di poesia, dolce, avvolgente. Ma non c’era nessuno con cui abbia mai avuto il desiderio di ballare, proprio quella sera che c’era la luce giusta e avevo bevuto un paio di birre. Quello è stato il mio momento di vuoto. Poi il concerto mi ha portato via.

Il 23 gennaio al Prime Stale Air 2 al Braistorm (fb) suonano i SMNTCS. Una volta che giravo per cercare dei dischi da comprare ho ascoltato i SMNTCS sul sito della Neat Is Murder. Nei SMNTCS, che si pronuncia Semantics, oppure Smanxis, c’è Luca dei Minnie’s, del cui disco rimasi folgorato quando uscjjiiì, e Neat Is Murder è l’etichetta di Viole, dei Minnie’s e dei Dags!, che hanno suonato l’estate scorsa alla festa del Brainstorm all’aria aperta, e io scrivo sempre delle stesse persone e degli stessi posti e sono contento perché mi ci trovo bene a scrivere sempre di quelle persone e di quei posti. I SMNTCS sono post core quasi screamo e quasi lento come lo slow core, a me ricordano un po’ i Lungfish. Poi suonano i Ricordi? che sono basicamente romagnoli, hanno un nome bellissimo perché te lo puoi giocare in un sacco di frasi belle, per lo più interrogative, E perché è la traduzione di Husker Du, ma Sergio (voce e chitarra) è il sosia di Micah P. Hinson e la Valle del Rubicone. I Ricordi? stanno registrando un ep di quattro canzoni una delle quali è duemila treni. E niente, i Ricordi? sbombano. Hanno proprio quel suono SEMINALE. A me ricordano i Pissed Jeans. Poi suonano i Riviera e i Riviera sono, si, cioè, insomma, i Riviera.

Trenini
I SMNTCS escono per Neat Is Murder, Fallo Dischi, Oceano Records, Salad Days Records, Blessedhands records, Indelirium e Raining Records. I Riviera escono per Black With Sap, Cause Care, Fallo Dischi, Fight or Fight!, Neat Is Murder, No Routine Records, Strigide Records, To Lose La Track, Trivel Records, Upwind Records. Bandcamp e bandcamp. I Ricordi? non hanno nulla in streaming se non appunto duemila treni, ma stanno registrando il loro Statues.

fonte: lisciomuseum.it

fonte: lisciomuseum.it

Split Action Dead Mouse con L’AMO

action-dead-mouse-l-amo-split

Nel 2014 è uscito lo split L’AMO e Action Dead Mouse. Il pezzo de L’AMO si chiama Stronza ed è il solito gran pezzo de L’AMO, con una batteria scrausa che sembra fare fatica a stare dietro al resto ma in realtà non è vero, ed è questa sempre una sensazione bellissima, e una chitarra che suona come una delle migliori chitarre che io abbia sentito nel 2014. Una delle cose che mi piace di più di loro è il gusto che hanno nello scegliere i suoni della chitarra, oltre alla capacità di scrivere testi che stanno sempre tra l’ironico, il devastato di disperazione, la vendetta violenta delle parole e di alcuni gesti fisici, e la reazione alla sfiga e alla disgrazia. Stronza ha un secondo tempo che rincara la dose in fatto di chitarre sature e batteria che non le sta dietro, e di riverberi delle tastiere. L’AMO è un gruppo che su bandcamp si presenta come too thai-gay-punk from Naples. La canzone degli Action Dead Mouse è la mia seconda preferita di questo split e si chiama I nomi delle ossa. Anche qui molte chitarre, moltissima batteria, un secondo tempo che si stacca dal primo, e un terzo dal secondo, e un suono quadrato di basso che rende bello solido tutto il pezzo anche durante le storie che la chitarra e la batteria si fanno da sole. Gli Action Dead Mouse sono molto meno immediati di L’AMO, sono più complessi e la complessità di I nomi delle ossa sta nel non farsi comprendere subito (da me), soprattutto nella musica, per poi alla fine esplodere in una cosa che apprezzo per potenza e disperazione e che si complica definitivamente già nella parte che precede il finale, quando la paranoia imbattibile viene fuori in una frase come <Dovremmo approfittare invece della varietà di superfici verticali, per appoggiare le spalle al muro, trattenere il fiato come per sembrare più magri e mandare a memoria i nomi delle ossa>. Questo è lo split della disperazione, quando c’è L’AMO nel mezzo il risultato è sempre quello, per questo non posso fare a meno di ascoltarli. Hanno spesso questo binomio vita rovinata da una donna+alcool che è simpatico e allo stesso tempo devastante. La disperazione degli Action Dead Mouse non dico di averla compresa, ma questa canzone mi ha avvicinato molto di più a loro di più di quanto non avessero fatto Perché questa casa ci esplode negli occhi?, che sto riascoltando adesso e che mi sta piacendo molto di più adesso di quanto non mi fosse piaciuto allora, e i loro concerti. Lo split non dura neanche 10 minuti, da una parte c’è il punk rock, dall’altra lo screamo post emo core, in copertina c’è il disegno di una donna nuda seduta su un teschio. L’AMO con le tette è un po’ fissato quindi quella è la sua parte di disegno, il teschio è fatto di ossa, o è una parte dello scheletro umano che è fatto di ossa, non so come sia meglio dire, e quella è la parte degli Action Dead Mouse.


(7 pollici per Fallo Dischi e To Lose La Track)

Manca poco a che finisca già gennaio, uno.

soglianois-winter-3

L’estate scorsa non è stata calda ed è piovuto spesso. L’inverno che stiamo sfangando non è stato freddo fino a l’altro ieri, poi all’improvviso si è messo in testa che doveva fare la neve, e la galaverna sulle piante di notte. Uno dei temporali più odiati dell’estate 2014 è stato quello del 26 luglio, il giorno in cui doveva esserci il Soglianois. Quella volta il Soglianois è saltato, ma adesso ritorna, edizione invernale. Ritorna in un posto in cui quando ci sono i concerti si sviluppa una temperatura che possiamo usare come rifugio dal freddo che fa fuori, il Sidro a Savignano sul Rubicone. Non è solo questione di amplificatori caldi, dipende dalle dimensioni del locale, piccole (posto nano tutto tano), e dalla gente che c’è dentro. Quando è molta d’inverno è bello. Fuori inizia a scendere il freddo più stronzo, dentro ti togli il giubbotto e tutta la lana che hai addosso e inizi a stare bene. D’estate stai altrettanto bene. Domani c’è il Soglianois Winter 3. Ci sono i Fine Before You Came che fanno un set acustico col violoncello. L’idea nasce dal non avere voglia di fare i concerti uguali a quelli dell’anno scorso, provare a fare una cosa nuova, acustica, non con pezzi nuovi ma con quelli vecchi. Quella del Sidro è la seconda data, quindi saranno tesissimi e verrà sicuramente benissimo. Quando scrivo non hanno fatto neanche la prima, quindi neanche loro sanno come sarà veramente. La trovo una prospettiva piena di stimoli, la nostra e la loro. Prima suonano i Girless & The Orphan e gli Uyuni, tutti e due con un disco nuovo uscito nel 2014. Li potete ascoltare/acquisire gratuitamente qui (Girless) e qui (Uyuni). Se volete essere coscienti di quello che cliccate prima di cliccare, i Girless fanno folk punk ma anche e soprattutto delle ballate bellissime, gli Uyuni del blues psichedelico, che da ascoltare al Sidro è la morte del freddo fuori.