Ricordarsi i pensieri il giorno dopo

Un mio amico aveva 101 tatuato sulla spalla. Era il numero che si otteneva se si sommavano le lettere del suo nome e quelle di Francesca, la sua ragazza. Io ero piccolo, lui molto più grande di me, e faceva palestra. Giocava a farsi dare i cazzotti sulla spalla e a dire quale punteggio raggiungevi a seconda della potenza e della precisione. Il massimo era 101. Lui e Francesca si sono lasciati qualche anno dopo. Questo è il primo ricordo che mi viene se mi dici 101. Da ieri sera 101 mi ricorda anche la centunesima data del tour di RAUDO.

Raccontare bene un concerto lo trovo impossibile, perché ti passano per la testa tante cose che vorresti dire a qualcuno o proprio a nessuno, e non è possibile ricordarsele tutte. Anche perché non tutte hanno un senso veramente compiuto, e per lo più si sovrappongono le une alle altre. Capita di fissarne qualcuna con un senso ma solo qualcuna. Ai concerti sarebbe bello scattare una foto per ogni cosa che pensi, ti aiuterebbe a ricordare quello che hai pensato, il giorno dopo. Però poi finisce che i tuoi vicini ti prendono a gomitate in faccia volontariamente.

gezebo penguins hana bi 2014

a qui ho pensato che ero veramente vicino e che magari anche senza flash il mio SMARTPHONE avrebbe fatto una foto decente. movalà. ho pensato anche che bellissima canzone.

gezebo penguins hana bi 2014

qui invece ho pensato una cosa che non mi ricordo ma che mi inventerò adesso, cioè che il tour due chitarre mi piace e che alla fine è il tour 12 corde, e anche due manici. da noi manico vuol dire anche “c’ha un manico!”, cioè è uno forte

 

Un disco per il lunedì. DIE ABETE, TUTTO O NIENTE

dieabete

Dopo aver capito che non si chiamano Dio Abete ma Die Abete mi adombro ma ascolto lo stesso Tutto o niente (free download: V4V Records, Fallo Dischi). Che è una produzioncina leggera leggera. Mi piace perché nella rabbia che esprime è un album equilibrato, di quelli che si adeguano al tedio della velocità dei tempi contemporanei, gli si adeguano e ne tirano fuori il meglio, alimentando l’essere molesto che è in noi e che adottiamo per combattere la noia: otto canzoni in tredici minuti di hardcore punk. Il buco lasciato da Marnero l’anno scorso è riempito con un po’ di disturbi psicologici. Die Abete usano 2 batterie, 3 voci e 2 chitarre, fanno la cover di Ragazzo di strada ed è come se non l’avessimo mai sentita e fosse ovviamente sempre stata la canzone da interpretare con il roschio in gola ma nessuno l’avesse mai capito. Ragazzo di strada è I Ain’t No Miracle Worker messa giù per la prima volta in lingua italiana nel 66 dai Corvi, rifatta anche da Vasco, dagli Skiantos, dalla Colonna Infame Skinheads e da Bruno Vespa, ma mai come i Die Abete. La migliore versione di I Ain’t No Miracle Worker.
L’album è una delle cose più dolci che io abbia sentito dopo Lords Of Tagadà, che è uno dei miei dischi preferiti, ma Tutto o niente mi parla in modo un po’ diverso, solleticando anche la mia vena funk punk (Tommy Was Superman). Va a finire che all’alba del 2015 Tutto o niente l’ho ascoltato 200 volte, perché mi fa lo stesso effetto di Land Speed Record in macchina, cioè lui va, suona suona e fa un sacco di buone proposte in termini di giri di chitarra, ritmi e roba. E ricordati, sei sfigato, punto. Disco per il risveglio della mattina e spaccare la faccia al capo. Sono ormai le 8, timbro alle 8:30, vado.

[streaming die abete]

i corvi a fiuggi nel 1966

Signore che avran 70 anni

Vomitare a una festa. Il che non era propriamente essere punk – visto che se mi fossi voltato quella volta che vomitavo avrei visto altre dieci persone fare esattamente la stessa cosa che stavo facendo io – e io non me ne rendevo assolutamente conto, ma la cosa più bella era divertirsi in un posto in cui davano i Ramones a volumi alti. M’interessava, e m’interessa ancora, che scrivessero belle canzoni, non che fossero punk. A mio fratello più grande e ai suoi amici invece un po’ interessava, quindi con gli anni sono rimaste le canzoni, tutto il resto via. Ieri pomeriggio ho visto una signora che avrà avuto 70 anni tutta UP con la maglietta dei Ramones (se ne vedono), una di quelle tshirt che vanno di moda adesso, sottili sottili col collo un po’ largo e che si appoggiano perfettamente sul corpo. Punk o non punk (che, voglio dire), della musica non c’è più niente in quella maglietta. Ieri è morto Tommy Ramone, quindi a questo punto i Ramones sono morti tutti.