Una settimana da leoni con Real Time

Lo staff medico di Malattie imbarazzanti

Lunedi 21 maggio, tripletta: Abito da sposa, Beverly Hills + Adolescenti XXL 2 + Grassi contro magri, i giovanissimi. Dalle 20:40 alle 23, senza vergogna, una bella serata. A mezzanotte, giusto perchè così ci addormentiamo sereni, c’è Malattie imbarazzanti. E andiamo a letto col sorriso. Se ci viene un languorino durante la notte, possiamo vedere Malattie misteriose alle 2:40 (titolo dell’episodio “Perchè Emily grida?”) e, subito dopo, Fantasmi (“Echi dall’oltretomba”).
Tocca aspettare fino alle 20:40 di martedi per vedere ancora Abito da sposa, Beverly Hills. Nella notte, trasmettono, uno dopo l’altro, alle 2:40 e alle 3:35, Malattie misteriose e Fantasmi (episodio: “L’oscurità ci insegue”). Se ci siamo persi il Malattie imbarazzanti di mezzanotte, è un ottimo modo per risvegliarsi tonici e riposati il mattino successivo.
Cioè, il mattino di mercoledi, che non ci propone nulla. Sarebbe stato opportuno inserire un programmino mattutino interessante (tipo, non so, Colazioni indigeste) per avere la scusa di comprarci una televisione al lavoro. Ma alla sera ci riprendiamo il nostro diritto di vedere una TV rilassante dopo una giornata di lavoro duro. Alle 22:10 c’è I peggiori cuochi d’america 2, ottimo se vogliamo vomitare tutto quello che abbiamo mangiato due ore prima. A mezzanotte, il nostro delicato, imperdibile appuntamento con Malattie imbarazzanti, che anticipa la nottatona con Malattie misteriose e Fantasmi (…”La porta per l’inferno”…).

Giovedi è un giorno speciale: alle 23:05 c’è 24 ore in sala parto, una figata. Seguito da Malattie imbarazzanti. Se vi siete persi alle 20:40 Abito da sposa, Beverly Hills (che danno sempre, va fortissimo), alle 2:40 e alle 3:35 non perdetevi Malattie misteriose (“Consanguinei”) e Fantasmi (“Presenze diaboliche”).
Venerdi, è in arrivo il week end! Dalle 20:40 alle 23:00, in sequenza: Abito da sposa, Beverly Hills + Quattro matrimoni + Abito da sposa cercasiAbito da sposa cercasi. Vi basta il cervello che avete? A mezzanotte, invece di andare a bere una birra con gli amici o con la fidanzata, vedetevi il caso di pediculosi analizzato in Malattie imbarazzanti Kids. E poi, la solita doppietta (li danno sempre, vanno fortissimo): Malattie misteriose e Fantasmi.
Il sabato è a tutti gli effetti una giornata speciale. Alle 23:05, infatti, c’è Life Shock, che tratta di esseri umani straordinariamente diversi dal normale, secondo criteri assolutamente scientifici, e a mezzanotte c’è Malattie imbarazzanti (che danno sempre, va fortissimo): questa notte “i dottori Christian Jessen e Pixie McKenna saranno affiancati da un medico del pronto soccorso e da uno specialista in odontoiatria estetica: con loro nessun orifizio avrà segreti!” (fonte: http://www.realtimetv.it). Per chiudere in bellezza e avviarci verso la domenica santissima, ci vediamo anche Grassi contro magri, i giovanissimi, all’1:47.
La domenica passa aspettando pazientemente le 23:05, quando iniziano ben due episodi di Non sapevo di essere incinta (un programma che dovrebbero dare più spesso, lo stanno un pò snobbando): gli episodi sono “Una mano dall’alto” e “Non è salmonella!”. Realtimetv.it riporta sempre i titoli degli episodi di alcuni dei programmi più in del palinsesto, così noi utenti siamo sicuri di non rivedere più volte lo stesso episodio! Segue la scoperta di orifizi sempre nuovi con Malattie imbarazzanti e chiude la nostra riposante domenica Life Shock.
Lunedi si lavora, è una giornata impegnativa. Ma possiamo vedere tutto ciò che il palinsesto non ha trasmesso nella settimana precedente: alle 21:10 Extreme Makeover, Diet Edition e alle 22:10 Grassi contro magri (non i giovanissimi). Quindi, coraggio. Non voglio però neanche perdermi “Sete inestinguibile”, che non è un porno, ma un nuovo esaltante episodio di Malattie misteriose, alle 02:40.
Martedi 30 maggio. Era ora che iniziassero i programmi che ieri non hanno dato. Alle 20:40 mi sparo Abito da sposa, Beverly Hills, a mezzanotte Malattie imbarazzanti kids, alle 2:40 Malattie misteriose e Fantasmi con “Dieta mortale” e “Hungry Ghosts”!
Dopodichè… quelli di Real Time non hanno ancora messo on line i programmi da mercoledi 1 giugno in avanti… Attendiamo di vedere cosa daranno. Siamo sempre con voi.

Le ultime cose black che ho scoperto

Georgia Anne Muldrow

Georgia Anne Muldrow, THEESatisfaction, Spoek Mathambo, Dudley Perkins (Declaime).
È una fortuna che ci siano cantanti come Georgia Anne Muldrow, che insegnano per l’ennesima volta a noi piccoli bianchi che ascoltiamo i Kasabian cosa vuol dire fare la musica che serve, fare la musica davvero. Georgia Anne Muldrow scrive, canta e produce, a volte con il marito Dudley Perkins (Declaime), a volte no. Ogni tipo di strumento che entra nelle sue canzoni ha qualcosa di più, oltre a un groove pazzesco che fonde jazz, hip hop e soul. Sono tre i dischi dentro i quali ho ravanato: Fragments Of An Earth (2006), Umsindo (2009) e Seeds (2012). Georgia Anne Muldrow dovrebbe insegnarci come si fa a non annoiarci a fare musica.

THEESatisfaction (album awE naturalE, il primo, per Sub Pop, dopo alcuni EP e demo auto prodotti) è la seconda scoperta. Stas (Stasia Iron) e Cat (Catherine Harris-White) da Seattle, la prima rappa, la seconda canta. Tutti si sono innamorati di queste due tipe, alcuni le hanno un po’ segate avvicinandole (sminuendole) proprio a Georgia Anne Muldrow, ma il sound è totalmente differente, meno irregolare, certamente più omogeneo, più facile. THEESatisfaction hanno molto da dire, anche se aggiustano un po’ il tiro rispetto ai punti di riferimento: ascoltate Earthseed e Exinstict. Spesso vanno dritto, ripetendo le ritmiche quasi in loop, con poche variazioni. Vanno dritto… come gli Stoogees! Sicuramente anche un profano come Neuroni ci sente il jazz e il soul, ma anche il trip-hop di Mushroom dei Massive Attack. Il grande insegnamento da cui THEESatisfaction non possono fuggire rimane quello di Supa Dupa Fly di Missy Elliott.


(Exinstict)

Spoek Mathambo con Father Creeper è riuscito a farmi piacere pure le cose che ricordano i Black Eyed Peas (Kites suona alta e ha un respiro molto ampio). Spoek Mathambo è Nthato Mokgata, musicista africano di Johannesburg, alla sua seconda fatica. Tinariwen, Mulatu Astatke, Animal Collective, Asian Dub Foundation: sono molte le musiche che ritornano in questo album. I ritmi sincopati si confondono con curiose dilatazioni. Let Them Talk è un pezzo che unisce un riff e un suono di chitarra delicato e sottile a una batteria inarrestabile, prima di ritrovarsi tutti insieme e in festa nel ritornello. Nthato Mokgata viaggia di brutto quando rappa e ci anticipa un finale davvero pop. Segue Dog To Bone, in cui la chitarra elettrica si unisce alle percussioni creando un insieme dal ritmo afro dub rock (definizione da bestia). Poi attacca il piano della title track che per un attimo ci porta a casa dei Radiohead… Tranquilli, ci viene concesso giusto un attimo per disperarci e siamo già da un’altra parte, in un posto in cui una musicassetta non si avvolge bene. Poi, è impossibile non ricordare, ascoltando Spoek Mathambo, il Mos Def. Respect. Gran disco, difficile da emulare in quanto a ispirazione e genialità.

Falling di Dudley Perkins ha un testo e suoni gradevolissimi, e Exclaim the Name (by Declaime) è hip hop asciutto, non propriamente old school, ma dritto al segno. Album ascoltato interamente: Andsoitisaid (tirate fuori da YouTube Asylum Walk), roba di inizio millennio, fortissima. Ma ha fatto tanto altro da allora.

Willis Earl Beal: Acousmatic Sorcery e altro

Willis Earl Beal ha pubblicato il suo primo album in aprile. Si chiama Acousmatic Sorcery ed è uscito per Hot Charity/XL Recordings. Sull’internèt si trovano anche canzoni inedite, molto significative. Sono tantissimi i giusti collegamenti a illustri maestri che sono stati fatti nelle web reviews più puntuali di questa. Willis Earl Beal è un insieme di culture, di musicalità e di voci. Basta vederlo sul canale YouTube di TheUrbanEyez, in particolare Wavering Lines e Same Old Tears, proprio due delle canzoni non incluse nell’album. Solo contro un muro di Chicago:

Ci sono alcune canzoni dell’album in cui la sua voce è accompagnata da pochi strumenti, anche solo una chitarra triste, come Evening’s Kiss o Monotony. Senza scomodare il lo-fi, davvero in alcuni accenti di tristezza e malinconia, Willis Earl Beal ricorda il Daniel Johnston più spiazzante per sincerità e distruzione sentimentale.
All’opposto, riportandoci su un lato più malato, sempre un po’ struggente e timido, ma non scostante, Take Me away (voce roca e percussioni sorde dall’inferno) reagisce alla tristezza e il naufragar nel mare della solitudine non è dolce ma è un casino. Willis Earl Beal l’ha capito e ha fatto uscire, insieme a Monotony, questa Take Me Away: la prima è l’abbandono, la seconda la reazione. Non so in quale ordine la sua anima abbia affrontato le due sensazioni, non so se c’è un ordine, ma le due tracce rappresentano stadi differenti e come tali vanno considerati. Per il mood più reattivo e infernale scomodiamo per forza di cose Tow Waits, al quale W.E.B. si rifa direi esplicitamente, giustamente senza paura. E scomodiamo le acque del Mississippi, nelle quali veniamo immersi dalla stessa Take Me away e dalla splendida Close To Me, che nell’album non c’è, ma la trovate facilmente su YouTube. Sempre e solo da YouTube, con Same Old Tears si cambia ritmo: questa volta si balla.

Rock ‘n’ roll. Quale forza della natura ha in corpo W.E.B. lo dimostra in questo pezzo, in cui dice “I feel afraid but I’m tough”. Finisce il pezzo ansimando. La canzone non è inclusa nella tracklist dell’album ma mette in luce un lato importante di Willis: Elvis, Jerry Lee Lewis ma soprattutto il buon vecchio John Lee Hooker convivono in lui.
Nella sua capacità di evocare spiriti differenti, Willis Earl Beal mi ha ricordato il canadese Hayden, quando in Everything I Long For (1995) aveva la capacità di passare dal ricordarci per sensazioni Kurt Cobain al far riferimento più esplicito ai Motorpsycho, tutto solo con la voce. Poi mi vien da evocare anche il grande Mark Linkous e il suo Sparklehorse. Non è solo la tristezza, e qui mi sento di dire una cosa originale, sono i testi di Willis che me lo ricordano, a volte struggenti a volte divertenti. Situazioni descritte e giochi di parole avvicinano i due artisti, a tratti divertendo chi ascolta.

Chiudo con un video. Willis Earl Beal è un songwriter d’altri tempi.