Fromage, parbleu

Qualche giorno fa siamo tornati da un viaggio in Francia. No so neanch’io perché ma pubblico qui alcuni post che ho già messo su Instagram.

DANGERHOUSE RECORD STORE, LIONE

Questo ragazzo ha una sindrome che mi è familiare. Ha controllato tutti gli scaffali e le scatole senza tirare fuori niente, poi ha ricominciato il giro e ha preso su tutto quello che voleva comprare. L’ho sempre fatto anch’io, lo faccio ancora.

Bruno Biedermann, il proprietario di Dangerhouse (voto 10), gli ha detto: “Hai una buona memoria. Io facevo il contrario. Raccoglievo tutto subito e poi eventualmente scartavo”.

Andare nei negozi di dischi è bellissimo.

ANCORA LIONE

(bello il felafel riflesso sulla vetrina)

Qui invece l’atmosfera era un po’ più informale. Negozio più minimal, ben fornito (di novità e non). Il proprietario era più il tipo dal saluto distaccato. 

Oh, non ho trovato niente. Ma mi sembrava strano. Così ho iniziato a prepararmi la frase per chiedere. Difficoltà alta perché dovevo dire poche parole ma passando dal francese all’inglese e in più dovevo fare bene la z di The che per me che sono di Zezena è difficile. Ecco: “Es que vous avez quelque chose de The Fall”. E mi viene anche bene, tutto. Ma lui non capisce. Non dice niente, mi fa solo la faccia da non ho capito. Ripeto e la lingua non mi s’incolla neanche stavolta, un miracolo. “Ah! C’est folle” dice. “No folle, pourquoi?” dico io. “Noo” e mi fa segno di seguirlo. In una scatola indica i dischi dei The Fall e dice “Se Fall”. Aaaa. Ridiamo. Non era più distaccato. Ma io intanto penso che poteva dirmi che potevo dirglielo in romagnolo.

Comunque dopo mi ha detto “Se Fall, one of my favourite band” molto gasato. E io “Oui! For me too”. E vedi, se non ci capiamo con le lingue, ci capiamo con la musica.

REIMS

Ieri siamo andati in questo negozio di dischi, My Little Sound Shop, molto simpatico. Era dentro uno di quei posti tipo ex capannone di una fabbrica che il comune da in gestione a dei tipi che dentro ci fanno un bar e dicono a un amico o dai ti do questo spazio così ci apri un negozio di dischi. Sono entrato che avevo un fiiilo di mal di testa, sapevo che sarebbe cresciuto nel giro di poco ed ero già pronto a prendere un gran Moment Act. 

Non conoscevo la metà dei dischi che aveva My Little Sound Shop ma sono riuscito comunque a comprarne due, vecchiotti: Body/Head di Kim Gordon e EP2 di FKA Twigs. Quando sono uscito abbiamo deciso di farci un birrozzo al bar. Finito il birrozzo abbiamo deciso di prenderne un altro e di mangiare. Io ho preso un Hamburger con le patatine. All’ultimo morso mi sono ripreso, e non avevo più bisogno del Moment. E allora ho pensato che (un negozio di dischi può aiutare MA) a volte, servono due birrozzi e un Hamburger per farti passare il mal di testa.

10 SETTEMBRE 2021

Oggi è uscito il nuovo disco dei Low e contemporaneamente è il 25° compleanno di The Doctor Came At Dawn di Smog. 

In libreria abbiamo creato l’Archivio Gridelli, in omaggio e ricordo di Oscar, un nostro amico che una volta gestiva Rev Up, il negozio di dischi di Cesena, e che ora purtroppo non c’è più. L’archivio all’inizio consisteva in circa 200 dischi che Oscar ci aveva dato da vendere. Oggi ne sono rimasti pochi. Tra i primi titoli che avrei voluto portarmi dietro c’era The Doctor Came At Dawn. Ma “No, di quello ne ho una copia sola e me la tengo io” aveva detto Oscar. Più che DATO i dischi, infatti, ce li aveva CONCESSI. Poi c’era anche C’mon dei Low. “Quello prendilo che ne ho un sacco e, oh, non riesco a venderlo. Difficile che ci riesca tu se non ci riesco io ma la speranza è l’ultima a morire”. Per questo amavo Oscar, era sempre scorbutico e divertente. Oggi, giorno in cui esce il nuovo disco dei Low e The Doctor Came At Dawn compie 25 anni, me li ascolto ripensando a lui.

RONCHAMP

Quando sulla statale abbiamo visto la deviazione per la Cappella di Notre Dame du Haut di Le Corbusier, abbiamo detto cos’è? andiamo/non andiamo/andiamo/non andiamo? e alla fine siamo andati. Abbiamo attraversato la campagna e siamo saliti sul cucuzzolo su cui si trova. Ho mandato subito foto a mio fratello (architetto) e a un certo punto gli ho chiesto “ma tu la conoscevi?” e lui mi ha risposto “ma è un masterpiece del ‘900 e di sempre”. Mi sono scusato e sono andato nello shop a sfogare la mia vergogna. C’ho trovato un libricino quadrato, con la copertina colorata degli stessi colori della luce che esce dalle finestre della cappella, e con degli schizzi di progetto di Le Corbusier: lo stesso libro l’avevamo sempre avuto in casa. Allora ho mandato una foto della copertina a mio fratello. “Si, l’aveva comprato il babbo quando c’è andato con Sleepy Jordan (un suo amico ndr)” ha risposto. E allora ho pensato che, a volte, per unire i puntini, basta una deviazione.

CHAOURCE

Come ambasciatore nonché produttore di colesterolo di Romagna in visita in Francia, ho preso come un affronto il fatto che il museo del formaggio fosse chiuso. Incidente diplomatico.

Instagram: neuroni.blog e the_recordroom

3 pensieri su “Fromage, parbleu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...