Il disco di J. Mascis con Heavy Blanket

Heavy Blanket: out 8 maggio

Heavy Blanket: out 8 maggio

Nell’anno 1984, J. Mascis, Johnny Pancake e Pete Cougar si incontrano e formano gli strumentali Heavy Blanket. Hanno per la mente l’idea di fare un disco, dopo il demo. Ma alcuni imprevisti non glielo permettono. Johnny Pancake dà una bella craniata su una pietra mentre sta nuotando, nel sud del Vermont. Viene condotto in ospedale. Poi viene dimesso, ma il suo ricovero non è andato a buon fine. Non vuole più suonare e si rifugia nello scantinato di sua nonna. Nel frattempo, Pete Cougar finisce in prigione. E J. Mascis forma i Dinosaur Jr. I ragazzi si perdono di vista. Gli Heavy Blanket si fanno nebbia.
Nel 2011, durante la settimana bianca, J. e Johnny si incontrano di nuovo, casualmente. Johnny, uscito definitivamente dalla caverna, convince J. a riformare la band. Un breve giro per prigioni per ritrovare Pete e la cosa è fatta: il galeotto ottiene dal secondino, sulla parola, un permesso per uscire dal carcere e va a registrare il disco con J. e Johnny. Unica traccia del passato: il demo, che Pete ha conservato gelosamente in prigione. Da lì riparte tutto.
Il disco degli Heavy Blanket esce l’8 maggio 2012 (la recensione è qui). La canzone che si può ascoltare in streaming è Dr. Marten’s Blues. Il sound è come se venisse fuori da una cantina. Lasciate che la chitarra di J. Mascis avvampi nelle vostre casse.

Qui non si fa mica musica per limonare

King Buzzo

King Buzzo

Endless, Nameless (1992) è la ghost track di Nevermind dei Nirvana. Una canzone che non si è mai conclusa, come dice il titolo. Anche Don’t dei Dinosaur Jr. (album Bug) non si è mai conclusa, ancora prima di Endless, Nameless, nel 1988. Entrambe non hanno mai avuto uno sfogo davvero definitivo per i rispettivi padri, i quali non hanno proseguito sino in fondo su quella strada, ma hanno intrapreso un percorso spesso differente, oppure molto breve. I Nirvana, in qualche episodio di In Utero, hanno sputato la medesima barbara e limpida violenza; i Dino non l’hanno mai fatto. I Melvins (sempre prima dei Nirvana, dalla fine degli anni ’80) alcune volte ci hanno fatto gridare la follia, abbattuti anche dalla chioma agitata però stabile di King Buzzo, ma mai in modo a tal punto viscerale. Più potente, meno penetrante.
Negli anni, un sacco di band hanno dato vita a grida distorte e suoni maltrattati. Sono ben lungi dal conoscerle tutte, ma ne voglio ricordare due che, sebbene spesso lontane dal mood di Don’t e Endless, Nameless, sono state il punto di arrivo (per niente definitivo) di un percorso mio personale all’interno della musica che scrosta la gola di chi la canta. I Refused e gli Unsane… ecco, queste due band penso possano definirsi il massimo. Prendete anche solo l’attacco dell’album, datato ’96, Songs to Fan The Flames of Discontent dei Refused (la canzone Rather Be Dead): questo si che è un pezzo che gratta, e nel caso specifico è Dennis Lyxzén a grattarsi la giugola. Poi l’album passa attraverso hardcore, batterie veloci, (un pò di) metal e arriva fino a Crusader of Hopelessness, e la chitarra diventa semi-orecchiabile, quasi quasi porta il pensiero agli Shift, davvero vivi proprio in quegli anni. Bellissimi anche tutti i passaggi interni a Beauty. E, oddio, che la chitarra di Last Minute Pointer non ci conduca addirittura ai nostrani e amatissimi Marlene Kuntz!

Unsane Wreck

Unsane Wreck

Gli Unsane. Sono sempre stati una delle band metal più sanguinolente sulla faccia della Terra. Tra l’altro, proprio tra non molto, saranno in tour per promuovere l’album nuovo (Wreck), con i Melvins.
Poi, sono arrivati i Pissed Jeans, che dal 2004 hanno iniziato a urlare dentro un microfono, a pestare su un basso e una batteria e a far farfugliare pesantemente le chitarre. Che gran gruppo questo, davvero poco pretenzioso, ma con una carica di schifo e paura addosso da far tremare i muri. Hanno messo al mondo tre album: Shallow (2005), Hope For Men (2007) e King of Jeans (2009).
Da poco ho scoperto i Ceremony, che mi garbano assai. Eccoli, se avete voglia.

Trovo geniale il passaggio dall’intro alla prima strofa cantata. Eh, raga, qui ci sta un sacco di punk, anche nel senso più tradizionale del termine. Qui dentro ci sono anche un pò i Clash di Garageland. No? Però con i Clash un pò (forse) si limonerebbe, quindi torniamo in noi. Ma, aspettate, invece… con i Nirvana si acchiappa? Forse un pò si, quindi il nostro incipit era sbagliato sotto a quel titolo. Di nuovo: rientriamo nei ranghi. La canzone con la quale potete deliziare le vostre orecchie grazie al video sopra incollato è del terzo album dei Ceremony e a un certo punto dice addirittura “Sick of Black Flag” e pure “Sick of Cro-Mags” (questi ultimi mi sono sempre stati poco simpatici). I Ceremony hanno pubblicato il loro quarto disco (Zoo) proprio in Marzo 2012, per Matador, che sembra suonare diversamente dai precedenti. Ascoltatevi Rohnert Park, Still Nothing Moves You o Violence Violence e scrostate come si deve le vostre casse stereo.
PS. Non si è ancora capito se il batterista dei Ceremony si chiama Jake Casarotti o Jake Cazzarotti. Secondo voi, con un cognome così, limona in giro?