(non guardarmi non ti sento) una roba sui lightning bolt al locomotiv

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Mi capita di stare meglio in silenzio e in quei momenti sono combattuto perché mi chiedo se posso sentirmi a mio agio o se invece dovrei farmi domande sul perché io non stia parlando con la persona che mi sta di fianco e sul perché io non abbia voglia di farlo.
Brian Chippendale e Brian Gibson non parlano tanto sul palco, si guardano sì e no due volte in tutto. Chippendale sistema gli amplificatori e parla col fonico come se fosse da solo. Brian Gibson ha una sola espressione, guarda un punto fisso variabile. Chippendale anche in piedi è la replica a doppia velocità di se stesso, Gibson è un fuoco lento e sempre acceso, l’uomo che comanda col pensiero. È Chippendale che deve andare da lui se ha bisogno, non il contrario. È successo, e gli ha sussurrato in un orecchio. Gibson ha risposto con una gran faccia che voleva dire Oh vabe’ dai, però non strippare. Pensavo stessero per picchiarsi, è stato come ritornare per un attimo al luna park e rivedere la scena dello spaccone che si avvicina – molleggiando e con il petto gonfio – a un altro spaccone che gli ha fatto fastidio e che se ne sta calmo ad aspettarlo: non puoi mai sapere chi vince, il più delle volte si sistema tutto senza troppo casino. Stasera Chippendale e Gibson si sono chiariti. Tre secondi dopo il faccia a faccia uno era lì a girare le dita sul basso come se le stesse facendo scivolare sull’olio, l’altro ad abbaiare contro il microfono e produrre centinaia di ritmi vicinissimi tra loro, talmente congestionati (sardine) che non hanno il tempo di svilupparsi. Ma insieme fanno massa.
Dopo un po’ mi sono reso conto che qualsiasi cosa facessero quei due, la facevano benissimo senza bisogno di guardarsi o parlare, cosa che sul palco succede abbastanza spesso. Guardarsi? Parlare? Si, si, ogni tanto l’hanno fatto, però non è la loro prassi. Non comunicano per vie consuete, sembra che i nervi tesi di uno e la calma dell’altro siano un linguaggio, lo stesso.
La comunicazione non è sopravvalutata, comunicare bisogna, ma bisogna farlo come ti viene. Non puoi comportarti da primitivo in mezzo alla gente, ma nell’arte può aiutare.

(L’avevo scritto dopo il concerto dei Lightning Bolt a Bologna due mesi fa e non l’avevo mai pubblicato perché non aveva senso. Oggi mi sembrava avesse senso e l’ho pubblicato. Però bisognerebbe leggere anche questa)

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