The Hunger Games in Italia: i player di Mario Monti

Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence)

Sta per arrivare il primo maggio 2012. Sarà bello anche quest’anno come tutti gli anni andare a comprare due garofani rossi da mettere in un vaso in sala, o in cucina. Ma, quest’anno, non è solo questo il punto. Quest’anno, il primo maggio, esce al cinema The Hunger Games.
In questa pagina non troverete spoiler, perché non ho letto il libro da cui è tratto il film.
Il romanzo (omonimo, di Suzanne Collins) è il primo di una serie di tre: il secondo è La ragazza di fuoco, il terzo e ultimo, che uscirà in Italia tra 15 giorni, è Il canto della rivolta.
La protagonista vive laddove una volta c’era il Nord America, nella terra di Panem, il cui governo è a Capitol City. Ogni anno i governanti scelgono un ragazzo e una ragazza da ciascuno dei 12 distretti che costituiscono Panem per farli combattere fino alla morte, in uno show televisivo. Immaginate se Mario Monti scegliesse da ogni Regione italiana uno, e una, di noi per farci ammazzare a vicenda, allo scopo di dimostrare che lui può farci fare qualsiasi cosa, e quindi, in qualche modo, di sicuro ci farà anche pagare l’Imu con l’aliquota al 4%. Poi chiederebbe a Berlusconi di trasmettere tutto su Italia 1.
L’iniziativa governativa in The Hunger Games è la conseguenza di un precedente tentativo di ribellione al potere. La protagonista è Katniss Everdeen, una ragazza proveniente dal Distretto 12, dal quale viene scelto anche Peeta Mellark. E se invece Mario Monti, come conseguenza dello schifo, per smantellare la vecchia politica e il temibile mondo dello spettacolo, con un colpo di genio scegliesse, in base al luogo di nascita, questi personaggi?

Piemonte: Flavio Briatore e Daniela Santanchè
Valle d’Aosta: Piero Chiambretti e ?
Lombardia: Silvio Berlusconi e Maria De Filippi
Trentino-Alto Adige: Erminio Boso e Alessia Merz
Veneto: Renato Brunetta e Katia Ricciarelli
Friuli-Venezia Giulia: Mario Luzzato Fegiz e ?
Liguria: Claudio Scajola e Alexia
Emilia-Romagna: Pierluigi Bersani e Simona Ventura
Toscana: Licio Gelli e Stefania Sandrelli
Umbria: Giuliano Urbani e Sara Tommasi
Marche: Fabri Fibra e ?
Lazio: Francesco Storace e Alessandra Mussolini
Abruzzo: Bruno Vespa e ?
Molise: Antonio Cornacchione e ?
Campania: Clemente Mastella e Barbara D’Urso
Puglia: Rocco Buttiglione e Nadia Desdemona Lioce
Basilicata: ?
Calabria: Agostino Saccà e Anna La Rosa
Sicilia: Fabrizio Corona e Stefania Prestigiacomo
Sardegna: Valerio Scanu ed Elisabetta Canalis

Alcuni posti sarebbero ancora vacanti, alcune scelte obbligate, prese però in base a un criterio calcolato. Anche Bossi e Maroni sono lombardi. Emilio Fede e Angelino Alfano sono siciliani. Casini è nato in Emilia-Romagna. Toto Cutugno, Pupo e Marcello Lippi sono toscani. Andreotti, D’alema e Rutelli sò laziali. Maurizio Costanzo è abruzzese, Gigi D’Alessio è campano e Albano Carrisi è pugliese.
Sarebbero scelte difficili. Ma Monti annuncerebbe una seconda edizione, entro il 2013.

Non si gioca con le keywords

Il figlio di Thom Yorke

Il figlio di Thom Yorke

Pensavamo, noi, di fare un blog interessante, pensavamo di scrivere cose da ricordare.. E invece ecco l’elenco delle parole chiave con cui accedete a neuronifanzine: porta antiproiettile, sport senza regole, bastianich merda, bastianich joe merda, joe bastianich malattia, voce joe bastianich download, joe bastianich sputo, come si fa a limonare, pierre foschi, figlio thom yorke, streaming tv real time non sapevo di essere incinta, malattie imbarazzanti kids streaming, colpiti da incantesimo, mamma sbocca, chef ramsay fumetto, ben 11, donna che fuma una sigaretta, infilare delle palline in culo, di caprio nasconde la propria omosessualità. Dietro l’apparenza, neanche troppo salva, di blog di cinema, musica, libri, fumetti e diverse cose interessantissime, c’è il vero neuronifanzine, frequentato da malati di mente.
Colgo l’occasione per ringraziare Joe Bastianich di essere diventato una star del digitale terrestre: questo è un grande si, Joe, grazie al tuo nome le persone che ti amano o che ti odiano entrano in neuronifanzine e schizzano via in un secondo perché non ti trovano, o ti trovano solo in parte.
Ma rimaniamo comunque un nobile sito, perché la keyword più utile per noi è “j edgar hoover”, o “edgar hoover”. Questo ci fa onore, nonostante il personaggio in questione sia di dubbia moralità. Comunque è il protagonista di un film di Clint Eastwood. Dobbiamo essere contenti che la vostra parola chiave preferita non sia “j edgar hoover era un travone”.
Le conclusioni si traggono senza grande fatica: facciamo i simpatici, scriviamo di libri da intelligentoni e poi ti arriva nel sito uno che vuole imparare come si fa a infilarsi le palline nel culo. Non è facile, si rischia un blocco poco simpatico se tutto non va per il verso giusto. Quali malattie imbarazzanti cercate? Non saprei. So però che è tutta colpa nostra, questo è chiaro. Le keywords sono uno strumento infame per farsi conoscere su internet: non puoi neanche scrivere “thom yorke” che uno che vuole sapere se esiste o che faccia ha il figlio di Thom Yorke viene da noi. I titoli e la stesura dei testi sono un’arte sopraffina: non puoi neanche scrivere “bondage” in un titolo che ti ritrovi sparato in un aggregatore di notizie gratuite sul bondage maschile, non puoi neanche accostare le parole “Di Caprio” e “omosessualità” che le speranze personali di un utente convergono tutte su neuronifanzine.
Il SEO non è sport per signorine. Non ci puoi giocare neanche un po’.

From the Shadow of the Northern Lights

Un’antologia di fumetti svedesi. L’editore è Galago. Galago, nato in Svezia negli anni ’70 come magazine di satira politica, è diventato in seguito il principale mezzo di diffusione dell’alternative comics scandinavo. From the Shadow of the Northern Lights è fatto di due volumi, usciti nel 2008 il primo e nel 2010 il secondo. Un pò Daniel Clowes, un pò Robert Crumb, un pò classico americano, un pò erotica e adolescenziale, è un raccoltone surreale e drammaticamente realistico. A volte per la tristezza vorresti svenire, a volte sorridi di situazioni davvero angoscianti, altre volte sorridi e basta. Alcune volte la bellezza delle tavole e la fresca saggezza delle parole ti colpiscono e ti incollano alla pagina.

Sofia Olsson

Sofia Olsson (Volume 1)

Sara Graner

Sara Graner (Volume 1)

Knut Larsson

Knut Larsson (Volume 1)

Script: David Liljemark. Artwork: Ruben Dahlstrand Vargas (Volume 2)

Script: David Liljemark. Artwork: Ruben Dahlstrand Vargas (Volume 2)

John Andersson

John Andersson (Volume 2)

Knut Larsson (Volume 2)

Knut Larsson (Volume 2)

Marcus Ivarsson a sinistra, Joanna Hellgren a destra (Volume 2)

Marcus Ivarsson a sinistra, Joanna Hellgren a destra (Volume 2)

Thomas Olsson a sinistra, Niklas Asker a destra (Volume 2)

Thomas Olsson a sinistra, Niklas Asker a destra (Volume 2)

Covers

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