Tre dischi da ascoltare a rota

image

Sioux Falls, Rot Forever. La mancanza di originalità può diventare un modo per crearla. Rot Forever è un mischione di robe. Le dico in ordine casuale, come fanno loro un pezzo e un giro dopo l’altro: emo, Sparklehore, Van pelt, singalong, revival punk rock e indie rock anni 90, Christie Front Drive, Modest Mouse, Crash of Rhinos, screamo, Bob Nanna, power pop, Karate, Grandaddy. Ogni cosa non è al suo posto, le influenze vengono buttate lì all’improvviso nelle canzoni, che hanno melodie simili – i Bedhead tirati – ma soluzioni di scrittura varie (Copy/Paste), molte idee (San Francisco Earthquake) o la stessa che si trascina e cambia (Mcconnoughey) e il suono distorto nel modo giusto (sempre). Sono 16 tracce pese da ascoltare una dopo l’altra ma arrivati a Dinosaur Dying è come non aver mai sentito una cosa del genere. E questo mischione di musica che (in realtà) è in giro da 20 anni e musica che (apparentemente) suona come nuova è il giusto corto circuito che fa crollare di tristezza al minuto 2 ma risolleva e fa guardare il cielo con speranza 30 secondi dopo. siouxfalls.bandcamp.com/album/rot-forever

Marnero, La Malora. È praticamente un’unica canzone lunga ed è la canzone pesa più lunga e migliore che io abbia mai ascoltato. È un’epopea da leggere senza soluzione di continuità. Ha potenza, poesia, è più cupo del Sopravvissuto e ha un suono impastatissimo ma non abbastanza da non permettere di godere della musica che ci sta sotto, la sinfonia della tragedia che distrugge tutto, e proprio per questo permette di scegliere e ripartire. In fondo è un sogno, per certi versi: se c’è una cosa che dà la possibilità di ricostruire tutto senza rimpianti è il disastro che si abbatte dall’alto e non lascia nulla dietro di sé. Se sopravvivi, è fatta. marnero.bandcamp.com/album/la-malora

Kill the Vultures, Carnelian. Se ho bisogno di concentrazione, nello specifico di isolarmi a lungo da persone la cui presenza mi deconcentra, questo è il disco giusto. Un fiume di parole gestito da Crescent Moon come un contabile delle battute e le basi di dj Anatomy che passano dal jazz al trip hop al sound da film muto. Ti inchiodano alle cuffie e poi per forza che lo ascolto a rota. Kill the Vultures superano i livelli di The Careless Flame con un ritmo molto rallentato: ho 37 anni e mezzo e va meglio così. Some people need this rota to be happy. killthevultures.bandcamp.com/album/carnelian

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...