Sexo troca e rockenrò

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Ogni anno leggo almeno un articolo che, per Halloween, ci spiega che cos’è Halloween. Non è una festa americana! È una festa irlandese. E ho capito. Non sto a mettere i link perché sarebbero una sbarellata. Ma non vi siete rotti al cazzo di leggere e scrivere le stesse cose? Quest’anno tale ricorrenza è stata ancora più nefasta perché, presi un po’ anche dalle tendenze del momento, quelle che spingono agli estremi e forzano il piacere di vedere un film che fa paura trasformandolo in una gara a chi si mette addosso la roba più goth, è più depresso e però ascolta elettronica e in un “oh io si, sono sempre stato appassionato di horror”. Basta dire no, io questa cosa non l’ho mai fatta, vista, sentita, non è che scatta il manone in faccia se è così, ci sono tante cose da conoscere, è normale che arriviamo tardi in alcune di esse, avremo sempre cose da scoprire, e grazie a dio, se non fosse così sarebbe l’apocalisse. Gli Arcade Fire hanno scoperto il film un po’ horror un po’ thriller e un po’ follia collettiva e hanno fatto un corto (25 minuti, si chiama Festi) col quale ci dicono che sono grandi appassionati di horror, che sono artisti cui piace sballarsi e che sono dei mattacchioni. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata ma quei 50.000 stronzi che l’hanno visto in 3 giorni non si sono rotti le palle di questo tipo di cose? Sostanzialmente, c’è uno con la bottiglia di vino che fa il pazzo perché fare il pazzo fa sempre riuscita. Ecco, Festi è un corto brutto, ispirato da Jim Morrison, senza nessun tipo di invenzione significativa. Ma l’hanno fatto così, nelle pause del tour, non è una roba seria! Secondo me quando l’hanno messo on line erano sbronzi, e questo è il prezzo da pagare se si insiste a fare l’artista che si sballa e cui piace mostrare che non gliene frega niente, che è trasandato, che ha le idee geniali che in realtà sono stronzate. Da questo punto di vista il livello del film è veramente basso, proprio una cosa buttata lì senza nessun cuore. In giro per il mondo ci sono centinaia di registi che farebbero un corto horror molto migliore, o che l’hanno fatto, ma che hanno girato solo nei festival di rimasti e si son fatti vedere solo da loro. Si sono pure divertiti, gli Arcade Fire, ma secondo me è una presa in giro, non lo embeddo neanche, trovatevelo in giro che tanto è su youtube. Sicuramente è immondizia consapevole. Appartiene al filone dei film camera a mano che avevano fatto urlare allo scandalo tutti gli intelligentoni della critica (The Blair Witch Project) e che poi han finito per influenzare mezza cinematografia horror degli ultimi 15 anni (REC, Paranormal Activity e oltre) e alla fine ce lo siamo ritrovati anche nel film di Halloween degli Arcade Fire, e magari gli stessi che dicevano che The Blair Witch Project era una cagata inguardabile che non avrebbe lasciato il segno sono anche fan degli Arcade Fire e stanno dicendo da qualche parte nel mondo che Festi è un capolavoro della genialità. Con Slash, ZZ Top, le comparsate che sono tra il trash e il mitologico, un po’ come il revival anni ’80, con il quale si scherza sempre un po’ ma che nessuno ha mai il coraggio di abbracciare completamente, perché fa sempre un po’ ridere, ma è cool. Ecco qual è l’idea che sta alla base di Festi, la stessa che sta alla base di chi organizza feste revival anni ’80 risollevando tutta la roba peggio di quel decennio, perché siamo un po’ cretini ma anche un poco intelligenti e abbiamo fatto il giro di boa e ci piace dire che sono belle le cose che hanno un livello artistico, musicale, estetico bassissimo al livello dei nostri piedi. A me le ottantate fanno senso. Poi non serviva un film horror, bastava vedere il trucco degli Arcade Fire nel tour dell’ultimo album per avere paura. In Festi c’è qualche urlo, la follia, la gente sbronza. Ma non vi siete rotti le palle? Qualche anno fa ho visto un film che si chiama Donkey Punch. Donkey Punch racconta di un gruppo di raga che escono su una barca, si spaccano di droga e alcol e ne combinano di grosse. Ecco cosa m’ha ricordato Festi. Basta con la formula paura e delirio. L’alcol che scatena l’orrore è un’idea da Donkey Punch, solo per una robina così, cosa che Festi voleva essere e in effetti è.

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