Morire ad agosto

morire ad agosto
Od Fulmine– Escono per The Prisoner e Green Fog Records e sembrano Le Vibrazioni cantate da Renga, i testi sono quelli soliti che fanno sospettare dell’esistenza di un poeta che però non si vuole svelare del tutto utilizzando versi non proprio chiari perché vuole scrivere canzoni che non sembra parlino d’amore invece magari vai a fare l’intervista al cantante e scopri che parlano d’amore. Francamente mi sono rotto il cazzo. La musica è appunto quella delle Vibrazioni con una manata di Tre allegri ragazzi morti, con chitarre che suonano come cinghie e titoli come Ma Ah, Ghiaccio 9, Poverinoituttoattaccato. Una superband formata da membri dei Meganoidi, Numero 6 e Esmen, questi ultimi due non so chi siano, ma sono io che lo ignoro.
Time To Think (Bonsai Studio Produzioni) degli Hands of Time– Sembrano i The Rasmus, quelli del cantante con le piume in testa, o in alternativa i Muse.
I Doctor Krapula– Sono colombiani di Bogotà, impegnati nello smuovere le coscienze, e hanno fatto un video che si chiama Presente, canzone che hanno portato anche nell’Italia renziana con tre live, in luglio, a Verbania, Monopoli e Arona. Viva el Planeta è uscito per Uebersee Records, e fanno 15 anni che Doctor Krapula vuole cambiare il mondo.
The Scunned Guests– Sono usciti per Seahorse Recordings con Le Scimmie Urbane, “un invito a guardarsi dentro, correggere le nostre debolezze ed ossessioni, aprire gli occhi e non adeguarsi ad essere maschere impalpabili interpreti di un progetto di omologazione di cervelli, il quale ci vorrebbe come automi in fila ad omaggiare l’unico Dio del quale si può avere una certa esperienza. IL DANARO”. D eufoniche a palla. E poi possiamo anche continuare, dall’ufficio stampa “Le canzoni si collegano una all’altra seguendo gli umori che scaturiscono dai diversi momenti che vengono organicamente affrontati, quali il limite di sentirsi prigionieri di idee o scelte errate, la nausea causata da un crescente deteriorarsi della società civile e della classe politica, le difficoltà e le contraddizioni di una fede che sempre più inciampa nelle trame di una ragione sempre meno virtuosa, il non saper apprezzare ciò che si ama e la paura di non saper rinunciare alle nostre debolezze”. La musica giusta da fare da spalla al Liga, con la consapevolezza che le Vibrazioni a soli 2 anni dallo scioglimento hanno più influenza di Vasco Rossi sul rock italiano del secondo decennio del 2000. I Litfiba, comunque, sono sempre dietro l’angolo, e non ce li scaviamo dal cazzo. Negrita a manetta.
La Fine Di Settembre– EP (Dremingorilla Records). Chitarre e bassi ok, spesso; la batteria ha meno costanza; le voci e i testi sono una specie d’incrocio tra i Karma e LE VIBRAZIONI. E’ difficile cantare in italiano, non tutti sanno farlo senza fare cappelle. Quel grunge italiano diretta maledetta emanazione degli Stone Temple Pilots, il gruppo più vicino agli Alice In Chains che sia mai esistito nella storia del grunge, una roba che prima o poi avrà un suo revival. E si, anche lo stoner, quello in cui la chitarra fa dudu dudu dudu dudu dudu dudu. Vi ricordo che il cantante bassista si chiama Fabio Grosso.
The MoonWaiting For Yourself (Seahorse Recordings). Si diceva cinghione per dire che uno era un pò rigido sullo strumento. A conferma che i passaggi su radio1, Sky, Rock TV o le decine di migliaia di visualizzazioni non significano per forza fare bella musica e suonarla bene. Liam Gallagher si sta toccando.
Emerald Leaves– (Jus Des Balles Records). Se non altro perché sono “una sorta di jam session allucinogena tra i War On Drugs e i NEU!“, “gente che bazzica da più di dieci anni nell’underground musicale italiano. Insomma, musicisti di un certo livello che meriterebbero la giusta attenzione“. Non dico di rimanere senza, ma di cambiare ufficio stampa. Sto scrivendo e sono le 6 e 45 del mattino, non potrei essere più lucido, e a me più che i NEU! ricordano i Duran Duran, in jam session purulenta con Lee Scratch Perry che incontra il percussionista de I Caiman al decimo bianchetto con uno a caso dei Tears For Fears. Gente che bazzica da più di dieci anni. Fermate il bassista.

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