OvO und Nosferatu, eine symphonie des grauens Ravenna Nightmare gingen wir ihn zu sehen und es wird auch gerne headbanger

Avete mai fatto gli headbanger mentre guardavate un film del ’22? Non credo. A meno che… A meno che? A meno che non abbiate visto il Nosferatu di Murnau musicato dagli OvO.

Ecco cosa intendo dire. Venerdì 2 novembre gli OvO hanno suonato dal vivo la loro colonna sonora di Nosferatu al Cinema Corso di Ravenna per il Ravenna Nightmare Film Festival 2012, in collaborazione con il Bronson. Ho osato distogliere lo sguardo dallo schermo e dai due demoni mascherati che stavano suonando, l’ho rivolto al pubblico in sala e ho visto due tipologie di teste: teste immobili e teste che si scuotevano. La glacialità della platea delle teste congelate era spaccata dal movimento di quelle in movimento, lente, inesorabili, a ritmo di musica avanti e indietro. Uno schema riassuntivo potrebbe essere più o meno rappresentato dal seguente.

La cosa bella è che gli OvO (chitarra, voce, batterie) a volte davano più ritmo al film, andando oltre alle immagini ma rimanendo sempre aderenti al momento filmico, a volte ne seguivano con precisione luciferina il ritmo adeguandovisi e facendoci godere del fascino contemporaneo del Murnau. Nosferatu, che non manca di ritmo di per sé, ne ha acquistato ancora di più seguendo gli OvO. Talvolta però li ha schiacciati imponendo su di loro la propria forza ribelle e violenta. Gli OvO dal canto loro non si sono fatti sfuggire le occasioni più ghiotte di musicare in modo assolutamente free i momenti salienti, come il finale e la prima volta che il Conte Orlok, detto il Nosferatu, detto il Non Morto, detto il Conte Vlad si palesa definitivamente come vampiro a Hutter (l’allegro immobiliarista che si reca a casa sua e gli vuol vendere una casetta).
C’è stato anche un momento divertente, il momento in cui gli OvO hanno sfruttato la velocità innaturale della pellicola per darci dentro, quando Knock il servo del Vampiro fugge dalla cella in cui è prigioniero. Pellicola veloce, pellicola lenta, OvO a palla, OvO dilatati hanno reso lo spettacolo un’amalgama sublime.
E poi quell’attimo di silenzio nella notte del morso di Orlock a Hutter, il tocco di grazia che ci ha definitivamente imbottigliato nell’Espressionismo e nella profonda espressività dello spettacolo, e chiuso il tappo, fino alla liberazione degli attimi conclusivi. Il Nosferatu si fa polvere, gli OvO aprono le trappole e liberano i topi, ci liberano, da un cuneo di rock’n’roll e ombre in cui i diavoli più assatanati scuotevano il cranio, quelli più incantati erano congelati dal freddo soffio della morte e del drumming.

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