Non è che io abbia granché di nuovo da dire, però Lou Barlow fa un tour in Australia

Non è che poi io abbia granché di nuovo da dire in questo momento, e non posso purtroppo nemmeno sbrodolarmi addosso come fanno altri blog grazie alle mille mila visite al giorno che hanno, perchè io non le ho. Però scrivo cose interessanti, su questo non si discute, lo dice anche Lui.
Così è successo che, qualche giorno fa, già lontanissimo nel tempo per il webbb, Lui mi ha detto che Lou (Barlow, Dino&Sebadoh bass man, il Folk Implosion, Lou insomma) in aprile sarà in tour in Australia. La cosa più interessante è che sarà da solo con il suo chitarrino, un pò come fanno tanti altri, tra i quali il suo “amico” e nostro eroe J. Mascis, e il nostro amico triste Geoff Farina, ex Karate, gran gruppo con tripla cartola. L’ultima volta che ho visto Geoff è stato a Savignano. Il concerto solo mi è piaciuto. Mi ha solo messo un pò di tristezza. Geoff mi ha anche sgridato perchè gli dava fastidio il flash del mio cellulare che lo riprendeva, ma questo non è bastato a elettrizzarmi. Alla fine sono uscito dal locale contento, perchè è davvero un grande song-writer, ma sono stato un pò condizionato dal pessimismo cosmico di quell’uomo, no-smile.


(alla fine del video è poco prima che mi sgridi)

A proposito di J. Mascis, e del suo ultimo album solo Several Shades of Why, gran titolo per un gran disco, proprio la sera del concerto di Geoff (fine novembre 2011), un mio amico mi ha cazziato perchè non l’avevo ancora ascoltato. Aveva ragione da vendere, ero in ritardo (imperdonabile) e il disco è diverso, molto arpeggiato e acustico, con testi davvero ben scritti. Poetici.

Tornando a quello che Lui mi ha detto di Lou, ecco le date del tour in Australia:
14/04/2012 a Brisbane, Old Museum
16/04 a Sidney, Annandale Hotel
17-18/4 a Melbourne, Northcote Social Club
21/4 ad Adelaide, Fowlers Live (ci vado sempre, il locale spacca: www.fowlerslive.com.au)
22/4 Rosemount Hotel

Quando in Italia, Lou? Al Velvet non potei venire ai tempi del tuo Emoh, ma la prossima volta, se torni, non perdo l’occasione. Almeno tu, non mi sgridare però.
Ora, nella speranza e nell’attesa che tu ti avvicini almeno di qualche kilometro rispetto all’Australia, ributto su il The Freed man, dei primissimi Sebadoh. Grande capolavoro lo-fi, low-budget, indie pre vortice chitarristico distorto. Parlo un pò come i blogger più famosi?
Ciao.

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