È con grande onore che in un unico post metto insieme un pezzo in anteprima del nuovo disco dei Clever Square e un disegno di Salaparto

Dream Eater

Dream Eater

Intro
Un pomeriggio di primavera dell’anno scorso c’era una coccinella sul davanzale. Succede a tutti di vederne, ma mi ricordo quella volta perché fuori era una giornata con poco sole, c’erano i bambini che giocavano nel cortile dei vicini e uno di loro ha urlato: mamma c’è una coccinella, la schiaccio? È una cosa che mi è venuta in mente con The Ladybug Hits You Twice, il secondo pezzo del nuovo disco dei Clever Square, Nude Cavalcade. Nude Cavalcade mi aiuta a ricordare le cose. Ma contemporaneamente mi dà poco tempo per pensarci, a quelle cose: pensavo alla coccinella e mi sono accorto che stava già suonando African Dome. Il tempo di un disco e il tempo delle cose a cui pensi mentre lo ascolti è un rapporto multidirezionale che mi piace. Questo disco lo forza un po’, non può costringere i pensieri a correre più veloci perché è una cosa difficile da fare, ma li interrompe, perché irrompe. È un disco veloce, con diciassette canzoni, ognuna delle quali finisce presto, ti abbandona proprio nel momento in cui godi al massimo. Non è una cosa brutta come può sembrare. Stai già godendo, non devi ancora godere, non puoi ritenerti soddisfatto ogni volta del tutto ma la strada verso la soddisfazione Nude Cavalcade la costruisce pezzo dopo pezzo. Non ho una preferenza decisa per le canzoni brevi o per quelle lunghe, quelle di Nude Cavalcade finiscono presto non perché sono particolarmente brevi ma perché sono come una busta piccola di tarallucci originali pugliesi. Mi piace quella confezione perché mi lascia la voglia di mangiare altri taralli. E sono libero di farlo, come sono libero di riascoltare a nastro Nude Cavalcade, di cadere nel suo circolo, arrivo alla 17, riparto dalla 1, arrivo alla 17, vai con la 1. La vera festa inizia con la 2 però, la 1 è la sala dove si svolgono l’attesa e i preparativi. Riascoltando Nude Cavalcade ci entro proprio dentro e scopro che i Clever Square hanno fatto un altro disco mostruosamente bello.

Svolgimento
Distopian Dream Girl
era una canzone di qualche anno fa dei Built to Spill, dove le chitarre si infilavano ovunque e uscivano da ogni parte. Dinamica. La dinamicità in tutto il disco dei Clever Square è fatta in quel modo, con tutti gli strumenti. Strofe, passaggi e ritornelli si alternano con una velocità bella, sempre azzeccata. Ogni cambiamento e ogni ritorno sono il segno della capacità di sistemare le cose, di settarle al punto giusto, e di scrivere canzoni. In African Dome la chitarra viene fuori da ogni parte, dalle fottute pareti insomma, come in Distopian Dream Girl. African Dome è come un racconto, lungo il quale non voglio perdere la narrazione del basso e della chitarra, che alla fine ti conducono all’improvviso su un binario morto, e io rischiaccio play sulla stessa canzone. Riparto, e quando riparto sento le cose nuove che al giro precedente non avevo sentito. Succede spesso, come le coccinelle.
Le melodie di Nude Cavalcade mi piacciono molto, come mi erano piaciute quelle di Natural Herbal Pills. E quella di Better in Congo, che mette a fuoco due belle caratteristiche che il disco si porta dietro sempre: il suono e la produzione. Ogni canzone tiene sempre alto il ritmo, non c’è un attimo di esitazione. La batteria era un po’ nascosta in Natural Herbal Pills, ora non lo è più. Ci sono momenti in cui gli strumenti sembrano slegati tra loro, altri in cui tutto lega benissimo, e il risultato è regolarità e precisione. Il disco è stato registrato all’Igloo Audio Factory e allo Studio Waves, e masterizzato al VDSS Recording Studio, per Flying Kids Records.

Perfecto è il titolo della traccia sette. Ed è quella che per questa volta eleggo a fottuta hit. Quando ascolto Perfecto penso a quando andavo coi miei alla pizzeria sulla via Cervese, sui materassi a molla a saltare, e una volta il babbo di un mio amico si è rotto un braccio. È la strofa che mi fa venire voglia di saltare. Poi però attacca subito Stygian Decimator e penso che i Clever non siano mai stati più veloci di così. Onions for Dinner è tranquilla e serena come un palloncino pieno d’acqua, che poi però lo guardi e ti esplode in faccia all’improvviso, senza motivo (succede eh), proprio quando le chitarre iniziano a girare e fanno quel trillo. Proprio trillo, in gergo tecnico.

Pausa
Il disco si piglia qualche pausa con Lord Garbage e A Bag of Heads che danno respiro a una corsa quasi sempre giocata a pestaggi alti, e una di quelle pause è la mia pausa, Dream Eater, il pezzo di Stefano (il bassista) che suona la chitarra e canta, e poi c’è anche una sega che suona. È mia perché Flying Kids mi ha scritto e me l’ha affidata quando ha deciso a quali siti dare le anteprime del disco, ognuna con un disegno associato. Il mio disegno è di Salaparto (fb), la mia illustratrice preferita, e lo vedete là sopra. Nel video anteprima del disco c’è questa canzone e a un certo punto si vede Stefano che cammina dietro a delle galline. L’unico posto in cui io -bambino di città- potevo vedere le galline da piccolo era a casa di amici, a Torriana, nella collina diciamo vicino a Rimini. Per colpa di quel posto ho un brutto ricordo, perché sono stato assalito più di una volta dalle cagauova. La canzone è bellissima e non c’entra niente col brutto ricordo. Qualche volta da una canzone parte un ricordo, che esiste di per sé, la canzone non ne è responsabile, è solo il posto in cui m’infilo e poi scopro che mi sta facendo pensare a qualcosa. Non succede sempre, ma quando succede quella canzone prende una forza grande così. Come mia mamma che si chiede sempre quale sia il significato del titolo del film, ragionando sul titolo della canzone ho pensato a Soul Eater, un manga di inzio 21° secolo, gli Eater gli amici dei Buzzcocks, e basta. Fantasia limitata, io, ma il dream eater apre tutto un mondo, se volete, a partire dal ricordo di Bonnie Prince Billy di I See A Darkness, il mio disco di Will Oldham autografato. Dream Eater è una canzone unica nel contesto di Nude Cavalcade, dilatata, folk, un po’ psichedelica anche, grazie alla sega. La puoi ascoltare pigiando play.

Conclusione
Ascoltando Black Candy dei Beat Happening qualche giorno fa pensavo ai dischi dei Clever Square. Se The Waiting Hours e Ask the Oracle si possono ricollegare a un certo tipo di rock indipendente alternativo americano un po’ barcollante e lo-fi che sembra sbriciolarsi come le ultime Macine rimaste in fondo al sacchetto, Nude Cavalcade è più definito, prende una strada nuova, e Natural Herbal Pills è stato (per me) un album di passaggio per capire questo movimento. C’è una cosa bellissima in tutte le canzoni dei Clever Square: si sente un sacco di roba lì dentro, ci sono un sacco di riferimenti, ma la scrittura dei pezzi è la loro caratteristica migliore. Ci sono sempre state entrambe le cose, gradualmente la scrittura è diventata più importante, mai ingombrante ma sempre caratterizzante, e alla fine Nude Cavalcade è un album ancora più significativo da questo punto di vista, pieno di belle idee, belle canzoni, scritte bene, e bei suoni. E Giacomo canta molto più forte. L’altro giorno mi sono lasciato andare e ho scritto Minchia che disco, proprio una cavalcata, nudi. L’ho cancellato perché mi vergognavo, ma lo penso ancora. La soddisfazione si conquista pezzo dopo pezzo e io sono molto soddisfatto. È successo come con quei dischi che ti entrano talmente tanto dentro che alla fine di una canzone canti già il ritornello di quella successiva. Adesso il pensiero va più veloce delle canzoni e non va più dietro ai ricordi ma alla musica. Qualche riga fa non era così, perché qualche volta la musica ha la forza di monopolizzare completamente la mia attenzione e cambiare quello a cui penso, il modo in cui lo penso, in corsa. Questo è Nude Cavalcade, esce il 25 marzo e lo puoi pre-ordinare da qui.

nude cavalcade clever square

la copertina. artwork: Angelo Accardi

 

 

Tour Tape Summer 2014

tts2014

All’inizio dell’estate del 2014 è uscito il Tour Tape Summer dei Clever Square. I Clever Square a giugno del 2014 sono andati in tournée con Garrett Klahn dei Texas Is the Reason, in Italia. A novembre, Garrett è tornato e ha suonato al Moog di Ravenna con Derry, che è Giacomo da solo. Giacomo è il cantante dei Clever Square. Garrett compariva anche nel disco dei Clever Square (Natural Herbal Pills), del 2013, per una collaborazione (chitarra e voce) in Soup Bowl of Confusion. Garrett aveva suonato con metà dei Clever Square (Stefano V. e Giacomo) in un secret show a casa di Diego, un amico comune. Il cd Tour Tape Summer 2014 i Clever Square l’hanno preparato per il tour con Garrett, contiene 13 canzoni, quasi tutte chitarra e voce, è stato masterizzato in cinquanta copie, io ne ho una, la numero 47. Non so se lo troverete ancora in giro, ma vale la pena provarci. Giacomo è capace di scrivere canzoni che già subito dopo mezzo ascolto sento mie. Per questo motivo questo disco è famigliare e bellissimo, prima di essere lo-fi e tutto il resto. Per questo, perché è bellissimo e famigliare, oggi ho scritto queste troppo poche righe su di lui, mentre fuori c’è uno sole strano per essere gennaio, assomiglia un po’ a quello di giugno 2014: è freddo. Il mio primo amore per i Clever Square è stata February is a Lie, le mie canzoni preferite del Tour Tape sono la 7, Dead Man Helplessness, perché quando dice <<it’s the first time that we need it so the first time we abuse it>> è travolgente, e la 8, Badger Has Thy Soul, dove a un certo punto si sente che arriva un messaggio sul cellulare di Giacomo e dove perdo il significato delle parole perché mi si attorcigliano nelle orecchie, la chitarra ha una composizione bellissima ed è suonata a intensità diverse ogni giro. 13 canzoni belle che mi fanno sentire a casa in qualsiasi posto io sia ad ascoltarle.

I Clever Square stanno preparando il nuovo disco e stanno girando proprio adesso foto abusive su facebook.

Faccio solo un’ipotesi, poi magari non succede, ma di sicuro suonano

Goldaline, My Dear (un quinto dei Girless & The Orphan) è un figo, che quando suona tiene gli occhi quasi sempre chiusi e che prende il nome da una canzone dei Neutral Milk Hotel che dice centinaia di parole poi a un certo punto, dopo una tromba spuntata fuori così, dice anche più o meno Goldaline my dear We will fold and freeze together ma adesso siamo insieme dentro la pancia di un altro e lascia che la tua pelle si mescoli con la mia. Il nome di sicuro, ma non so quanto di tutto il resto di Goldaline, My Dear venga da queste parole. Sarà bello rifletterci su mentre lo ascolto dal vivo.
Gec (un quarto dei Clever Square) è un figo, che scrive circa mille canzoni all’anno, con la stessa facilità con cui i Neutral Milk Hotel infilano le parole una dietro all’altra. Lui è il grande uomo che ha scritto le canzoni dentro a Natural Herbal Pills.
Gec come Goldaline è un fan dei NMH, e c’è una sera in cui suonano insieme, uno dopo l’altro, ognuno le proprie canzoni, ma si sa dall’isolamento nascono poi le cose più interessanti e magari la sera in cui suonano insieme fanno qualcosa insieme. Quella sera è il 14 luglio a Fusignano al Fata Roba Enobottega, per la preview acustica del Prime Open Air IV (che sarà il 1° agosto, al parco Primieri, con i regazzi del Brainstorm). Fata roba si dice in Romagna per indicare una cosa che provoca stupore, di solito è seguito da burdel!, e adesso faccio un gioco. Goldaline, My Dear fa Oh Comely, Gec You’ve Passed perché mi ricorda la prima canzone dell’ultimo cd che ha fatto da solo: il 14 luglio, fare una roba a due voci e due chitarre che si tengono in piedi le une con le altre non sarebbe una cattiva idea; una cover dei NMH suonata insieme, magari due, Oh Comely e You’ve Passed, sarebbe una cosa che viene ricordata come quella volta che Goldaline e Gec hanno fatto insieme le cover dei NMH e poi più niente, non si sono neanche mai più incontrati pur abitando nella stessa regione. La grandezza e la forza degli one shot one kill rimangono per sempre, è come se di Dexter ci fosse stato un solo episodio, il primo.
Se invece non vi frega un cazzo che coverizzino i NMH ma solo di ascoltare Goldaline, My Dear e Gec, ancora meglio, ci vediamo .

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