SIN CITY 2

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Sin City di Rodriguez e Miller è del 2005, fece abbastanza parlare di se, tanto che in edicola iniziarono a fare uscire edizioni strangolate e rilegate male del fumetto. Il fumetto di Frank Miller è bianco e nero senza colori intermedi ed è una botta che esce dalla pagina in modo molto violento. Il suo esordio da solo alla regia The Spirit faceva invece cagare. La graphic novel 300 era sua, il film di Zack Snayder era così pieno di roba che mi è piaciuto. Sin City era un buon film, con una buona storia. Adesso il 1° ottobre fanno uscire il seguito, l’hanno chiamato Sin City 2. Una donna per cui uccidere, molti degli attori che c’erano nel primo sono ritornati, in più si sono aggiunte per esempio Lady Gaga e Eva Green, la seconda completa di tette da manifesto. Per questo film lei può essere davvero un valore aggiunto, e non lo sto dicendo per fare facile ironia. Il tono epico e l’egocentrismo di tutti i personaggi ritornano, a giudicare dal trailer. Il film sarà anche in 3D, com’è naturale che sia, ma personalmente non sono un fan del 3D, perché costa 3 euro in più, un dato di fatto che mi disturba, non sento la necessità di vedere la faccia del tizio che mi sta a un centimetro dal naso e pagarlo 3 euro. Nel frattempo Rodriguez ha aperto un canale televisivo che ha chiamato El Rey, per latinoamericani di lingua inglese drogati di Rodriguez.

Un Dark Shadows di fine agosto

Allo stesso modo in cui un entusiasta ragazzetto va al cinema al venerdi sera, così ci sono andato io ieri. Ero molto contento infatti, perchè avevo la possibilità di vedere quella che è stata la resurrezione di The Dark Shadows di Tim Burton nelle sale cinematografiche d’Italia, o almeno di Savignano sul Rubicone: uscito in maggio, è tornato, me l’ero perso, potevo recuperarlo, godendomelo. Urrà.
In sala non c’era nessuno, eccetto, vicinissimo a me, una ragazzetta che rendeva luce strobo il buio della sala cinematografica, con il suo smartphone 50×40 cm sempre accesso. La prossima volta ci vado prima a vedere i film che escono a maggio, non a fine agosto. Per l’intero prologo del film (prima dei titoli di testa, una intro strepitosa, che riporta in quegli ambientini che solo Christopher Lee frequentava un tempo) non ha mai guardato davanti a sé. Così, dopo, durante il film, non riusciva a capire quello che vedeva.
Barnabas Collins (Johnny Depp) è un vampiro che negli anni ’70 ha quasi 200 anni. Riaffiora violentemente dalla bara in cui era stato cacciato contro la sua volontà. In quel di Liverpool, cerca sangue fresco invece di farsi gli spinelli. Troverà incomprensibilmente la donna di cui è innamorato da 200 anni, Josette. Il suo scopo è preciso, ha le idee chiare Barnabas, peccato che sulla sua strada incontri l’appariscente Angelique Bouchard, Eva Green che sfoggia la sua terza e ultima espressione disponibile (oltre alle due (…) che ci aveva fatto vedere fin’ora), quella da strega cattivissima, questa:

Dunque, Eva Green è una strega. Condannò Barnabas al vampirismo e all’immortalità, dopo aver ucciso la dolce Josette. Perchè? Perchè Barnabas si è concesso più volte alla prorompente Angelique. Si, ma solo prima di conoscere la smunta Josette, e Angelique questo non lo comprende.
Insomma i due si fanno la guerra, personalmente ed economicamente. Ci sono quelle volte in cui Tim Burton perde un pò il cuore, esattamente come Angelique a un certo punto del film (“Perchè??!” ha gridato in quel momento la ragazzina con lo smartphone) e quelle volte sono, per esempio, La fabbrica di cioccolato e The Dark ShadowsThe Dark Shadows manca di sostanza profonda: una messa in scena da paura, tutto senz’anima.

Ma, anche quando si verifica la spiacevole mancanza, Tim Burton riesce sempre a raggiungere quei momenti in cui l’ironia diventa una cosa sola con il gusto per il macabro, e sono momenti poderosi. In The Dark Shadows ce ne sono almeno due di un certo livello, perfetti nei tempi e nella scrittura (“Cos’ha detto??!” ha gridato in quegli attimi la ragazzina con lo smartphone, con lo stesso tono di prima).
Sul Barnabas di Johnny Depp si può dire che è come il Conte Dracula (Udo Kier) in Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete!!! di Paul Morrissey, limitatamente alla fotta: Barnabas viene soddisfatto, vergini o non vergini. A Udo Kier gliele frega tutte un certo Mario, a Johnny Depp non interessano.

È un film di grandi comparse, attimi indimenticabili: a un tratto, appare Christopher Lee, e Alice Cooper si esibisce come ai tempi d’oro. È uguale a Tim Burton.
Ma è anche un film di attori veri. Michelle Pfeiffer interpreta Elizabeth Collins e chiude probabilmente la migliore prova della pellicola. Helena Bonham Carter, la psichiatra di famiglia, è seconda sul podio. Entrambe sono molto distanti da Eva Green che infatti, alla fine, si frantuma (“Ma cos’èèè??!”).