Einaudi sbaglia la copertina di Fante e io volevo cercare di capire se l’ha fatto apposta per vendere più copie o se è saltata qualche testa là dentro

shakespeare

William Shakespeare

I fatti. Settimana scorsa, Einaudi manda in stampa e mette in distribuzione le Lettere di John Fante con una copertina sbagliata: doveva esserci un ritratto dell’autore, invece ce n’è uno di Stephen Spender. Nell’interno c’è scritto “In copertina: ritratto dell’autore”. Probabilmente qualcuno se ne sarebbe accorto, mille altri no, comunque su Twitter Einaudi annuncia che la copertina è sbagliata (qui in ordine cronologico anti-twitter):

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Poi parte la caccia alla copia, e i commenti su Twitter e sui socialnetwork. Cercando un po’ su internet, ho visto che tafter.it il 10 agosto di quest’anno ha riportato una notizia dell’Ansa su Fante, e di fianco alla notizia c’è la foto di Spender. Prima, nel 2013, anche pescarapescara.it aveva usato quella foto per un festival dedicato a Fante. E via dicendo, perché quella foto si trova almeno un’altra volta sul web associata a Fante, su windoweb, che è una specie di enciclopedia. Qualcuno in Einaudi si è fatto un giro, gli è piaciuta proprio quella, più di tutte le altre, se l’è procurata alla risoluzione per la stampa e ha scelto di metterla in copertina. Che poi è la stessa foto che c’è sul Wikipedia in inglese (su Spender).

Ho chiesto su Facebook a un amico che lavora nell’editoria cosa ne pensa. I grafici di una casa editrice passano il file definitivo da stampare alla tipografia, sono l’ultimo passaggio prima della stampa, quindi la persona che ho interpellato (Sergio) è un grafico, ed è un mio collega. Una precisazione: la ciano è l’ultima bozza che viene controllata prima di mandare in stampa un libro, una rivista, un manifesto, qualsiasi cosa. Sergio ne parla, per questo ve l’ho detto.

Ciao Sergio, hai sentito la storia della copertina sbagliata di fante di einaudi? Volevo scrivere una roba per il blog a proposito e per farlo mi serve la tua opinione di grafico sulla questione. Ti va di scrivermi (qui) cosa ne pensi? Tipo: come può essere successo? Il grafico cosa c’entra in questi casi? E il direttore editoriale? È una cosa calcolata? Quali sono le teste che saltano in questi casi? E tutto quello che hai da dire sulla cosa. Se sei prolisso è meglio. Se ti va mi piacerebbe.. thanx
Mmm vediamo, come si sbaglia una copertina? Noi ne sbagliamo ogni tanto. Che io sappia le copertine di Einaudi vengono fatte da studi grafici. Soprattutto da Riccardo Falcinelli che è anche quello che le fa per Minimum fax. Personalmente lo reputo un dio della grafica editoriale per cui mi viene da dire che non sia un problema legato ai grafici. Inoltre come facciamo anche noi e forse ancor di più ci sarà qualcuno che riscontra no?
Immagino che abbiano fatto diverse prove di copertina prima di dare l’ok proprio su quella e questo prima ancora di fare la ciano. Quindi chi è che ha passato l’immagine sbagliata? Se funzionasse come da noi allora sarebbe stato l’editoriale. Da noi le copertine sono di competenza loro. A noi tocca scegliere la grafica ma non il contenuto a meno che non ci dicano “prendi immagini di alberi e case e vediamo quale mi piace di più sulla copertina”. In ogni caso scelgono loro e liberano loro la ciano della copertina.
Adesso, io non so quali figure ci siano all’interno di Einaudi. Immagino però che funzioni esattamente come da noi. Quindi beh, la “colpa” è dell’editoriale alla fine dei conti.
Però ci sono un paio di considerazioni. La prima è che una volta stampato potevano ritirare le copie, smontarle tutte e rimetterci la copertina giusta evitando di uscire con un errore così grave (apparentemente). Noi, anche recentemente, in un paio di occasioni abbiamo dovuto fermare la distribuzione e fare questa operazione.
La seconda è che invece hanno sfruttato l’accaduto. Lo hanno annunciato su twitter creando un caso editoriale in pratica. Non solo ma in un secondo tweet hanno anche detto a tutti i lettori di affrettarsi ad accaparrarsi le copie sbagliate prima che arrivi la ristampa in cui ci sarà la copertina nuova, corretta.
Cosa ne sanno che la ristampa sarà necessaria così in breve tempo? Hanno evidentemente stampato poche copie della prima sbagliata. Quindi quelle poche copie in giro con la foto errata in futuro forse varranno molto.
Allora mi dico: ok sfruttare l’errore per fare un’operazione di marketing e guadagnarci. Sono stati dei geni. Ma se invece di essere stato un errore capitato fosse stato un errore voluto per creare il caso editoriale? Boh. Non lo sapremo mai credo. Di sicuro la ristampa corretta arriverà presto vista la follia che c’è nel cervello dei bibliofili. Fortuna che a me Fante non piace… ho risparmiato una 20 euro a occhio e croce.

Ma togliere le copertine, visto che il volume è brossurato, non sarebbe stato un disastro?
No no. Quello è anche cartonato. Se guardi la brossura cartonata sotto è vuota. Si reggono grazie alla colla sulla prima e sull’ultima bianche. Per le edizioni economiche invece si scollano i dorsi e si incolla una nuova coperta. Tanto il volume è legato per cui non volano via fogli.

Ah ah, in pratica ti sto intervistando. Bello. L’ho visto stamattina, non mi sembrava cartonato.. are you sure? Comunque mi sembra di capire che cambi poco.. Cioè essendo le pagine legate tra loro non vola via niente, giusto?
Esatto. Non cambia nulla. Se è cartonato si fa prima perché che io sappia va fatto a mano. Vanno scopertinati tutti a mano. In ogni caso i fogli non volano.
Caso diverso: se si stampa in digitale i fogli non sono legati. Comunque i volumi einaudi sono legati e non semplicemente incollati. Io mi riferisco ovviamente alla nostra esperienza in Maggioli editore e immagino che grosso modo funzioni così ovunque. Ci sono dei costi a ritirare la produzione togliere copertine e rimetterne altre per cui meglio creare un caso editoriale. A meno che non sia voluto dal principio.

Un’altra cosa poi stacco la pezza: il libro sbagliato, han detto quelli di Einaudi, si esaurirà presto, quindi, come dici tu, è chiaro che hanno stampato poche copie ed è è chiaro che, proprio visto che hanno stampato poche copie, l’errore è intenzionale. La tiratura è bassa perché sapevano dell’errore. Se avessero voluto fermare tutto prima della stampa avrebbero potuto, e avrebbero potuto cambiare solo la copertina. Cioè: interno e copertina vanno in stampa come due file separati, giusto? Poi, avrebbero potuto aumentare la tiratura, portarla alla normalità.
Si coperta e interno sono separati. Sono anche ciano diverse e come da noi forse vengono liberate separatamente. Non so questo. Però sono separate.
La tiratura bassa io suppongo sia per quello… Ma può darsi pure che non fossero convinti della riuscita del prodotto. Cioè sono lettere. Di John Fante. Quanto potevano vendere senza l’errore? È una bella questione.

(Aggiornamento del 20 novembre) Stavo pensando di aggiungere una domanda alla quale penso da qualche giorno. Che è questa. Ma secondo te è veramente un’idea geniale sbagliare la copertina? O è una mossa da strozzini disperati fatta in un momento di crisi per l’editoria e che denota proprio la crisi perchè dimostra che l’editoria sta cercando modi a spot per incassare senza badare tanto ai contenuti?
Non so. Io sono un grafico e di marketing non ne so nulla. Certo le lettere di John Fante non mi sembrano una di quelle cose per cui un lettore si strappa via i capelli. Un po’ perché sono lettere. Un po’ perché John Fante non è Murakami. Che l’errore sia voluto o no è geniale utilizzarlo per fare un po’ di soldi in un momento di crisi come questo.
C’è una considerazione importante però. Se l’errore lo avesse fatto una piccola casa editrice non sarebbe stato lo stesso. Sarebbe anzi stata giudicata molto male e anche derisa credo. Invece Einaudi può sbagliare.

Ma poi, chi cazzo è Spender? Wiki dice che è poeta e saggista inglese. Grazie a Einaudi che mi ha insegnato che esiste. Esisteva.

Lo spoileraggio che vorrei mi venisse fatto su The Strain

Striscia nera

Questa settimana io e la mia famiglia abbiamo dato una gran botta a The Strain, serie TV prodotta da Guillermo del Toro e Chuck Hogan che racconta di un serpentone che infetta le persone e gli fa venire una lingua grossa come quella di uno che ha la glossite ma si allunga come il braccio dell’inspector Gadget e succhia via la vita agli altri. Una rubrica di prossima apertura si chiamerà FARE SCHIFO, ci posterò tutte le foto che trovo della lingua. E per quanto FARE SCHIFO sia una categoria dell’horror, succede che i momenti non riusciti diventino grandi così e quando pensi a quel film o a quella fìscion di paura la prima cosa che ti viene in mente non è quello che ti ha fatto schifo o terrore ma quello che ti ha fatto ridere, come in Septic Man, che però è un film d’orrore stomacale e raggiunge l’Equilibrio tra fare schifo e fare ridere. Il limite è molto sottile e in alcuni casi deve essere superato, e in quei casi come Septic dico oh vè però è geniale eh. Altre volte in cui tutto il resto della produzione è seriosissima dico oh ma che roba dai. Penso che dipenda proprio da tutto il resto. In The Strain due cose nella prima stagione:

– THE MASTER, il mostro madre e padre di tutti quelli venuti dopo, che sembra due tortellini attaccati dal ripieno fuoriuscito; tortellini – quando al metallaro gli cade il cazzo. cadeilcazzo Tutto il resto è bellissimo.

gnente.

idlewild Lunedì mattina mi sveglio con la botta del referendum per la Scozia indie. Sicuramente anche tra i musicisti c’è movimento, dico, Franz Ferdinand e Mogwai sono addirittura headliner di un festival per il SI, motivo per cui se fossi scozzese voterei no. (ecco cosa dicono i Maogwai). Scrivo ai gruppi scozzesi via Facebook e gli chiedo di inviarmi un’opinione sul voto, e includo ovviamente una captatio benevolentiae, discreta però, semplicemente dico a tutti che mi piace la loro musica, solo ai Teenage Fanclub dico che la loro musica mi piace molto, mento un po’ per i Mogwai, moltissimo per Frightened Rabbit. I gruppi in questione sono: Teenage Fanclub, Mogwai e Frightened Rabbit appunto, Belle and Sebastian, Idlewild, Cocteau Twins e Jesus and Mary Chain. Tutti o quasi usano la pagina Facebook con discreta regolarità, quindi boh non si sa mai magari rispondono e raccolgo un po’ di opinioni per un articolo. Dead Line: ieri, giorno precedente al referendum. Mi scuso con per essermi mosso così in ritardo ma l’idea mi è venuta adesso, invio, e inizio ad aspettare.

gnente, oggi si vota, domani avremo i risultati, nessuno mi ha risposto, gli Idlewild hanno addirittura cambiato l’immagine del profilo martedì. Neuroni è un blog piccolissimo, però almeno un VAFFANCULO, NO, CHI CAZZO SEI TU PER CHIEDERMI E SCRIVERE COSA VOTO IO, un Corri renziano dei miei stivali pizza mandolino spero che Valle d’aosta, Sicilia e Calabria proclamino l’indipendenza potevano scrivermelo. Invece no, ma quelle sono rock star con la puzza nel naso sotto sotto, guardatevene. È facile rispondere solo ai siti più grossi, che di sicuro ti daranno un ritorno in termini di visualizzazioni. Alcuni di quei gruppi sono cresciuti negli anni attraverso un circuito indipendente, dovrebbero essere sensibili anche ai blogghettini che vorrebbero parlare di loro e delle loro idee politiche che, in fondo, contribuiscono a formare gli esseri umani, e alla fine è l’essere umano che scrive e suona le canzoni. L’essere umano, dopo un po’ di tempo che fa la stessa cosa, si automatizza, si raffredda, si conforma a quello che sa che piacerà, cerca la via più facile, perde l’ispirazione e inizia a fare il mestiere per i soldi o pensa alla figa, ma sempre di essere umano si tratta, anzi è essere umano vero con i difetti che lo fanno sbagliare. Così per capire quanto è misera la nostra esistenza, che partiamo con un gran entusiasmo e un anno dopo siamo già lì che lo facciamo per campare. I Belle and Sebastian ricalcano se stessi da tempo, i Mogwai sono la band più noiosa della terra, i Jesus and Mary Chain sono morti viventi, ma comunque. Il mio amico Diego mi passò gli Idlewild con Hope is important mi pare, e lui aveva quel modo di passarti i dischi col quale a parole ammetteva la sua totale dipendenza ma ti guardava come dire vedi tu.
C’è stato un momento in cui ‘sti gruppi son stati cagati poco, o comunque sempre meno di a un certo punto, è normale, e magari se la sono pure presa, come me. Ma l’uomo dimentica il passato a volte, e nel momento in cui raggiunge una posizione diversa da quella di partenza, migliore in certi casi, assume gli atteggiamenti che all’inizio odiava e combatteva. Voglio dire, guarda la Rivoluzione Francese. Non chiedevo un trattato di politica secessionista. Magari, alcuni di loro, non hanno avuto tempo di rispondere. Magari Facebook non è il canale giusto, ma mi sembrava quello più immediato. Magari io sono uno stronzo qualsiasi. Hope is important, perl’appunto. Comunque, ‘fanculo.

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