Big Bad Wolves di Aharon Keshales e Navot Papushado (RNFF 2014, CONCORSO)

big bad wolves

La domenica sera fare due passi in centro a Ravenna in cerca di una pizzetta da mangiare mi mette dell’umore giusto per infilarmi al cinema a guardare il film in concorso del Nightmare Film Fest. Per questo preferisco il RNFF quando lo fanno in una sala del centro storico e non al Cinema City.

Le Big Bad Wolves sono quelle che girano per le campagne di Israele e tentano di fare giustizia da sole, oltre i canali tradizionali. Però non è un film su questi temi qui, e neanche sulla guerra tra Israele e Palestina. Prende solo queste tematiche e le usa per dare un po’ di megasucco alla storia, che come dice il programma del festival è un crime-torture-black comedy. Il principale indiziato dei rapimenti di alcune bambine viene beccato dal padre di una delle vittime e da un poliziotto (che in certe inquadrature di profilo sembra Stallone) momentaneamente sospeso dal servizio perché ha fatto arrabbiare il capo. A me è sembrato molto lungo (durata reale: 110′) perché non ha tutto questo ritmo. Poi però ho pensato che non posso aspettarmi sempre un montaggio spaccaocchi o dialoghi spaccaorecchie alla Shonda Rhimes o alla CSI. Ogni Paese ha il suo ritmo cinematografico e questo è il ritmo di Israele. Buona parte del film è l’indiziato legato a una poltrona in uno scantinato che aspetta che gli taglino la vena sul collo con una sega arrugginita, alternato ai siparietti del babbo al piano di sopra: cucinare una torta e mangiare il brodino della mamma principalmente. Tiene viva l’attenzione fino alla fine perché fino alla fine non sai chi ha rapito, drogato, stuprato, tagliato la testa e nascosto le bambine. Non conosci il colpevole e non è che questo basta da solo per tenere in piedi il film. In mezzo ci sono situazioni e gag divertenti e funzionalissime alla storia, anche il cowboy palestinese a cavallo, che è un personaggio che trascurerei perché innesca le situazioni più politicamente corrette. Trovo che il padre matto della bambina (Gidi, Tzahi Grad) sia un attore eccezionale. (7)

E se vince l’idraulico. Ravenna Nightmare Film Fest 2014, I CORTI

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Quest’anno provo a pubblicare in diretta. Dalla mia posizione nella sala vedo comunque che il Becchino metallaro c’è anche oggi, come ogni anno. Ci sono alcuni problemi tecnici dovuti ai formati diversi dei film e il Becchino in tuta Adidas ha appena urlato cioè io lo chiamo e glielo dico. Il festival per me inizia oggi perchè ieri sera non ho visto gli OvO che sbrangavano sul Golem. La nuova sede mi piace e sono emozionato.

Solitudo. Una suora vampiro vive isolata in un convento immerso nelle nebbie. Ma non si annoia perchè con lei c’è un uomo ricoperto di morcia che cammina facendo il ballerino. Un giorno la suora sta zappando, urla e scappa a pregare il ballerino, che però la insegue anche. E lei un giorno l’ha morso sul collo. Probabile che lui sia quello che lei ha vampirizzato che adesso la perseguita. La vittima e il carnefice, la vittima diventa carnefice. Bella fotografia, primi piani a palla, montaggio bomba. (5)

Nocebo. Berlino, giorni nostri. Due ragazzi seguono una terapia per schizofrenici e ingoiano pasticche enormi. Si amano. Poi a lui dicono che lei non esiste e, altrove, in un altro ospedale della città, a lei dicono che sta attraversando la fase della sindrome dell’uomo morto e lui era il paziente placebo ma, anche lui, non esiste. In realtà esistono perché l’amore vince su tutto. (4)

24 ore con Lucia. Nacho deve trascorrere un giorno con la sua ragazza Lucia, che di solito è molto severa, ma adesso è posseduta, per aspettare che arrivi l’esorcista. Tra Nacho e Lucia posseduta è un grande amore. Scappano dall’esorcista sulle note di Highway To Hell. (7)

Stereotypen. Mi sono rotto il cazzo dei film non sense grotteschi con i matti che fanno ridere e sono mezzi freak. Con quel titolo lì forse il film vuole andare contro questo stereotipo ma fare un film sfruttando uno stereotipo per deriderlo non mi pare abbia un gran senso. (3)

The Gas Man. Artista figa da Slasher lavora in casa da sola, lontana da altre case. Per riparare un guasto arriva l’uomo del gas, che le guarda subito il culo. Ci sta uno Slasher, vai! Infatti, ma tutto quello che succede rimane nella nostra testa. Figo. (Lui avrebbe potuto essere anche uno a caso tra l’elettricista e l’idraulico, figura che storicamente assale le casalinghe). (8)

The Boy With A Camera For His Face. Un ragazzo che al posto della faccia ha una camera da presa (che sembra una macchina fotografica) da grande mette su un proprio talent show, di cui è protagonista. Film sui freak (ancora) e di critica alla società governata dalla TV. (6)

Candy Hearts, animazione. Thrilling romantico e una storia d’amore impossibile. (5)

Il mio corto preferito è L’uomo del gas.

Come ogni anno, quando esco dal Nightmare la prima sera, mi sento solo.

Cose fighe.

AAAAHH

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Palazzo del Cinema e dei Congressi di Ravenna, dal ventiquattro ottobre al primo novembre. Ci vado ogni anno.