Quella volta che Lux Interior

Ieri ho ascoltato la cover di Human Fly degli Zeus! e Mike Patton e mi è venuta in mente questa cosa. È emersa come dai cassetti che stiamo ripulendo in questi giorni, da cui viene fuori di tutto, sono emerse cose brutte ma anche cose di cui tutto sommato non bisogna vergognarsi e cose di cui invece bisogna necessariamente farsi vanto. Abbiamo scoperto per esempio che nel cassetto della stanzina-stendipanni c’era il cappellino di Gullit con le treccine incorporate. Però c’erano anche gli appunti da scrittore problematico diciottenne. Ma è nell’armadio dei lenzuoli vecchi che arrivo al punto: lì dentro abbiamo trovato la mia maglia di Snoop Doggy Dog e questo – lo preciso perché forse ce n’è bisogno – è l’oggetto ritrovato di cui necessariamente sento di farmi vanto. Proprio come di ciò che mi è venuto in mente ascoltando Human Fly: ho visto i Cramps dal vivo.

Era il 5 maggio 1998, al Vidia di Cesena. I Cramps a dieci chilometri scarsi da casa mia. Da Sacramento a San Vittore di Cesena: a me la cosa sembrava incredibile. Nessun altro aveva avuto voglia di venire e così ero solo con un amico più grande. Il suo nome è Ettore. Ettore aveva un Renault Clio e andammo con quello. Entrammo, lui andò al bagno e ci rivedemmo attaccati alle transenne a metà concerto. Concerto che iniziò subito, appena arrivati. Non ricordo tanto, ricordo che fu una scarica di adrenalina, una non stop di scariche elettriche. Ricordo anche che alla fine incontrai un amico rapper, mi chiesi tra me e me che cosa ci faceva lì lui, che infatti mi disse “Che schifo”. E io mi sa che sono partito con il pippone “Ma non ti rendi conto di quello che abbiamo visto, abbiamo visto la storia del punk rock” – firmato Luzzato Fegiz. Lui rispose “Appunto”.

Ma mi ricordo anche un’altra cosa. Quella volta Lux Interior tirò fuori il cazzo. Lo fece così all’improvviso, senza avvisare nessuno, neanche la moglie. Uno giustamente dice, vabè, da un tipo come Lux Interior ti aspetti di tutto, cosa vuoi che sia per lui tirare fuori il cazzo, lo faceva spesso. Ma io non avevo neanche vent’anni, non è che mi capitasse sempre di vedere dei cazzi ai concerti. Il secondo che ho visto è stato quello di Marylin Manson, però su un grande schermo, ma solo perché ero più lontano dal palco. Poi non ne ho visti più. In effetti non è che ne abbia visti così tanti. Non so voi.

foto: Janez Pelko, da turnupthatvolume.files.wordpress.com

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