Brrr eeders: qualche riga per All Nerve

Qui dove hanno detto oh facciamoci una foto davanti alle macerie: simbolica!

All nerve delle Breeders è un disco delle Breeders. Se la musica, come arte, deve proporre cose nuove, che non si conoscono e non piacciono già, ed essere un po’ coraggiosa, All nerve è out. Ascoltare cose, però, non ha il solo obiettivo di soddisfare il desiderio di trovare cose nuove, ma anche quello di trovare intelligenza. Non c’è una regola unica. Le Breeders danno una soddisfazione superiore al desiderio di avanzamento e sviluppo per forza richiesto alla musica in questo momento. Fanno riferimento al passato, vengono da lì, e la loro interpretazione non ha la possibilità di lasciare frutti che si sviluppino diversamente e in modo dirompente adesso o in futuro, perché l’hanno già fatto in passato. Riferimenti sconosciuti, suoni provenienti dalla testa mai indagata prima d’ora dell’autore, ritmi che boh non sai neanche perchè: sono queste le caratteristiche di una musica che sarebbe sorprendente, di per se stessa. Poi c’è tutto il resto, che negli ultimi anni sembra essere diventato molto importante: il desiderio di avere cose sempre nuove, il marketing che a un disco poco interessante serve per diventare interessante, le sparate su Facebook che dipingono un disco che non lo è come un capolavoro per attirare l’attenzione su se stessi (e non sul disco) a costo di dire una stronzata, l’hype che si crea grazie a queste cose, la singola persona al servizio del prodotto e a 90 gradi davanti al flame d’effetto, possibilità di approfondimento che vanno a puttane, tutta creatività usata male. La superficialità opprimente di queste cose ha un lato positivo: ti spinge a cercare cose migliori. Un album come All Nerve ha senso di esistere per farmi tornare alla mente che la novità per forza è una sorta di espressione del capitalismo che chiede di continuo un cambiamento per essere al passo coi tempi, nei luoghi di lavoro come nell’ascolto della musica. Perchè All Nerve è un disco realizzato con intelligenza e personalità: al di là del fatto che la band sia ritornata dopo 10 anni, con la formazione originale, è più importante che dentro ci siano delle idee e che si senta la voglia di fare un disco. Se fosse solo stato un ritorno, svogliato e vuoto, non avrebbe avuto senso. La pervasività delle altre cose, la facilità con cui si parla di capolavoro per l’hip hop o la trap perchè adesso sono quelli che FANNO, è un’occasione per la musica rock di fare le cose meglio. La crisi delle chitarre va trattata come hanno fatto le Breeders, come lo stimolo a scrivere canzoni facendo autocritica su ogni passaggio e chiedendosi sempre se vale la pena incidere quella cosa oppure se è il caso di cercarne un’altra. Può essere buona la prima idea, ma anche no. Questo impegno è più importante adesso rispetto a sempre. Se ogni cosa che oggi FUNZIONA, da una canzone che scatena un putiferio di hype a un post su instagram o Facebook che si becca otto milioni di like in tre minuti, è basata su una visione superficiale, bisogna fare il contrario ma bisogna farlo non per fare il contrario di una cosa che non condividi o come se tu non esistessi se quella cosa non esistesse (come il PD con Berlusconi negli anni passati, per dire), ma con la testa. Oltre che col cuore, naturalmente. All Nerve è fatto in questo modo. È un disco irregolare, a volte esaltante, a volte scostante, con un ritmo pazzesco e poi il vuoto, ma in ogni momento si avverte la consapevolezza delle scelte. È un disco delle Breeders, stile Breeders, già erano uniche 15 anni fa, adesso hanno sì ripreso quell’unicità, ma c’hanno ragionato su. È un disco diverso da tutto quello che puoi ascoltare in giro, il che è una cosa speciale sia nel panorama rock sia in quello hip hop e trap. In cui molti artisti – quelli che seguono la corrente e quindi quelli che diventano oggetto della maggior parte dei commenti: e tra i commentatori c’è, da un lato, chi dice che schifo solo dopo un po’ che alcuni hanno detto che bello, dall’altro chi dice capolavoro perchè ha fatto il giro di boa della notorietà e adesso può dire che le stronzate sono un capolavoro, dall’altro chi tenta di ragionarci su – tra e hip hop in cui molti artisti, dicevo, scrivono le stesse canzoni, sia in Italia sia in America. In questo senso, un disco come All Nerve può dare delle soddisfazioni enormi (che sono più di un piccolo barlume*), perchè non è solo un “ritorno” ma ti ritaglia un buco di felicità in un orizzonte in cui superficialità, appiattimento e UGUAGLIEZZA sembrano disegnare l’unico skyline possibile e accettato.

Tempo fa avevo scritto un gippone su The Breeders.


*La stessa opprimente pervasività della Trap significa che persino il più piccolo barlume di una possibile alternativa musicale può produrre effetti sproporzionalmente grandi. L’evento più minuscolo può ritagliare un buco nela grigia cortina della reazione che ha segnato l’orizzonte delle possibilità sotto la musica Trap” (Mark Fisher, Realismo capitalista)

4 pensieri su “Brrr eeders: qualche riga per All Nerve

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