I Brutal Birthday

Anche se sono le due del pomeriggio di lunedì, facciamo finta che sia un giorno qualsiasi della settimana. Le sette del mattino. Sto guardando un po’ di siti in giro, ascoltando qualcosa di nuovo e ho appena scoperto i Brutal Birthday, che in realtà conosco da un sacco, esattamente tre giorni. Sono contento perché tra poco andrò in ufficio e vedrò i colleghi. No, sul serio, e poi con alcuni di loro ogni tanto parlo anche di musica. Oggi, per fargli un piacere, gli suggerirò i Brutal Birthday, il gruppo giusto per fargli saltare i nervi da subito.
Di base, i Brutal Birthday sono un rumore unico di fondo più uno che urla non parole ma dittonghi, come un cane umano senza pace. Come guardare un cane che si morde la coda e dice grrrr grrr all’infinito, dopo che ha scoperto di averla, la coda. Non sono cattivi, sono malvagi a modo loro, in particolare quando ammiccano e fingono di delineare una melodia ma alla fine una vera melodia non c’è, non c’è una vera crescita, c’è solo uno scalino all’inizio delle canzoni, poi si sale all’improvviso e per il resto è tutta insistenza a una densità così spigolosa e acuta da sfinire. Come i peggiori momenti del peggiore Lux Interior. Si può dire che siano noise punk ma poi dicendo così ti sfugge la loro parte dark, che non è scindibile da quella rock’n’roll, che però c’è solo qualche volta. Il loro suono è un insieme di cose diverse ma il risultato ha sempre uno stesso impatto, costante, come se una specie di massa ti assalisse ogni notte, nei momenti in cui sei totalmente di là e non puoi controllare niente, come se ‘sta massa la notte dopo ripartisse quasi da dove ti aveva abbandonato la notte precedente, non dall’inizio, non dal massimo ma dal momento in cui gli mancava un attimo per raggiungere il rumore più cieco, così, tanto per darti quel momento di calma inutile. Non è un incubo, non sono i Brutal Truth, è una specie di discorso malato con qualche linea vocale pop che t’illude, perché in realtà rimane sempre aperto e non trova le vie per concludersi. Rimane uguale a se stesso a lungo e finisce così, com’è. Lo stato di catalessi inizia con la batteria che parte con uno stile e una carica alla Steve Shelley. Di solito però dura poco, perché non c’era nessuno che avesse voglia di scrivere una sceneggiatura calibrata, con un crescendo eccetera. No, nessun crescendo, si entra subito nella chitarra e nel basso che ruzzolano da matti e si arriva subito al massimo del rumore, per tenerlo costante. Le chitarre e i bassi arrivano, non hanno cazzi di aspettare, e creano un rumore così ripetitivo da diventare una metafora della routine. E la routine può non essere accomodante. Buona giornata, colleghi.

I Brutal Birthday sono una superband in realtà: sono l’unione di membri di Hallelujah!, Stromboli, The Mountain Moon, Buzz Aldrin e His Clancyness. Dovrebbero secondo me mettere tutto solo su youtube e pubblicare solo robe dal vivo perché quella mi pare la loro dimensione. Buio, rumore e parole in sottofondo. Ricordano i Pissed Jeans e sono una via di mezzo tra il primo disco degli Unsane e i Wolf Eyes, ma qui sotto ci sono due video che rendono molto di più l’idea dei confronti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...