Master of Ceremonies Adam

mca

Il 4 maggio di tre anni fa è morto MCA. La cosa mi ha congelato, anche se si sapeva che era ammalato. Le cose le sai ma non vuol dire che sei invulnerabile nei loro confronti. Io, come altri 6 milioni di persone, ero/sono molto fan dei Beastie Boys. È difficile fare paragoni, perchè il tipo di vuoto lasciato è diverso, ma mi è venuto da pensare a quando sono morte persone più vicine a me. In quel caso lì se ne va per sempre un amore, magari l’amore che ti ha cresciuto, bene o male, con più o meno tensioni, oppure un amico, qualcuno con cui hai condiviso i momenti più sereni, divertenti, brutti della tua vita. Nell’altro caso se ne va un immaginario, finisce un cammino che non sai quello che avrebbe potuto dare, ma che ti ha dato un sacco. MCA rappava e suonava il basso, oltre a fare film e attivismo politico, e i Beastie Boys hanno inciso almeno tre dischi che ho ascoltato un’infinità di volte, cioè Licensed to Ill, Ill Comunication e Check Your Head. È questo che mi hanno dato, oltre a uno dei concerti più incredibili della mia vita. Hanno fatto uscire anche Hot Sauce Committee Part 2, che non era stato per niente uno scivolone. Più, altra roba. Quando ci penso, rimango ancora sempre molto colpito dal fatto che il livello dei loro dischi sia stato sempre altissimo, fino alla fine. Facilissimo sarebbe stato per loro spappolare la vena creativa perchè tanto erano i Beastie Boys e avevano raggiunto una fama tale, oltre il mainstream e oltre la musica indipendente, che avrebbero potuto mollare tutto come si molla una cagata. All’altezza dell’ottavo album, la sintonia avrebbe potuto svanire. Invece la fine è arrivata attraverso la morte di MCA, non per una cessata produttività di livello. Molto prima della fine, ho comprato Some Old Bullshit in autogrill, forse in Spagna, durante un viaggio con degli amici quando avevamo qualche anno in meno. Mi ricordo esattamente il momento in cui abbiamo attaccato il cd in macchina.
Attualmente posso solo parlare al passato dei BB. Erano in tre, come i De La Soul. (Mix Master Mike è il dj, uno che dal vivo ti smonta la testa solo scratchando). MCA era quello con la voce rauca, che quando entrava si prendeva tutto lo spazio dei bassi nel subwoofer, al contrario delle voci di Mike D e AD Rock, più squillanti come trombette, meno attorcigliate su un suono crrcrcr di collisione totale su qualsiasi base. Era Nathaniel Hörnblowér, il regista svizzero dei video dei BB. Una cosa gli era molto cara, all’inizio, oltre all’hc e all’hip hop, allo skate e al basket. La birra. Era quello che mostrò il cazzo durante il tour con Madonna. E che diede un cazzotto in faccia a uno dei Run Dmc per una questione di lana caprina.

“Questione di lana caprina” si trova già in Orazio (Epistole,I,XVIII,15), che si beffa di chi spende il suo tempo a discutere di questioni spicciole, paragonate alla lana di capra praticamente priva di valore commerciale. La sua origine è però ignota; si può solo presumere che l’idea d’inutile pignoleria derivi dal fatto che raramente la capra veniva allevata per la sua lana. Questa infatti, dopo la tosatura, si presenta in bioccoli molto più intricati e difficili da sgrovigliare di quella della pecora, e inoltre dà un filo piuttosto ispido e pungente. È nata forse di qui l’immagine dell’accanirsi su qualcosa di complicato per poi ottenere un risultato che non vale il lavoro compiuto. (dizionario del Corriere della Sera)

E a un certo punto della sua vita, è diventato adulto e serio (che poi è una cosa normale) e ha iniziato a intripparsi col Tibet. C’è stato un momento, negli anni novanta, in cui il Tibet e la sua causa erano un tema rilevantissimo tra i musicisti da cui ci si aspettava sulla carta un impegno progressista. Per quel suo trip, MCA era quello che ha inventato i Tibetan Freedom Concerts, e ha generato il trend. Era quello che ebbe l’idea di girare un documentario corale, Awesome…I Fuckin’ Shot That!, dove ci sono 50 spettatori con la macchina da presa al Madison Square Garden, i cui filmati poi sono stati montati in un’ora e mezza di film. Ero al concerto a Milano di quel tour (2004 o 2005) e a guardare quel filmato mi sono scordato che MCA è morto. Era un cretino intelligente come gli altri due, uno che faceva diventare esteticamente accettabile, anzi figa, anche una felpa verde fluo, quando i colori fluo erano da pazzi, o un paio di scarpe enormi da stronzo sbruffone. Uno che non so come fosse nella vita privata, ma che ha lasciato una figlia e una moglie, e qui si salta dall’altra parte, dove la morte ha un significato diverso e io piccolo fan che apprezzo le doti artistiche di MCA non posso neanche capire. Magari alla figlia non piacciono i Beastie Boys, cosa che sarebbe giustissima, esattamente come io non farei mai il geometra. In quel caso è morto il padre, non un personaggio della musica che segui con passione vorace. E le due personalità si distaccano, diventa incredibilmente chiaro che quello che ami tu è diverso da quello che amano loro della famiglia. È un cratere di separazione enorme, ogni volta che succede. Per MCA la crepa l’ha scavata un cancro alla ghiandola parotide, la più grande delle tre ghiandole salivari. Quella voce rauchissima passava molto vicina a quella ghiandola.

parotide
Non sono in grado di giudicare il suo rap, e neanche il suo modo di suonare il basso, ma ha scritto linee o rap che a distanza di anni ancora muovo la testa con violenza. Alcuni dei suoi passaggi che preferisco sono: MCA with the bottle” di Brass Monkey; What’s the time?” e l’attacco di Time to Get Ill; il basso di To All the Girls, profetico sui bassi futuri nei dischi strumentali; l’attacco di Shadrach; il suo isolamento dagli altri due in The Sound of Silence; l’A-solo in Minute Role, in gara tesissima con AdRock; Che cazzo fai, come stai, ho fatto molte telefonate”; “I want to say a little something that’s long overdue/ The disrespect to women has got to be through/ To all the mothers and sisters and wives and friends/ I want to offer my love and respect to the end”; e molte altre. E il giro di basso di Gratitude.

Gli ultimi versi che ho messo tra virgolette sono il risultato di un cambiamento, che presumo vada di pari passo con lo smettere di bere birra sempre e di fare sempre il coglione. Quelle parole sono le scuse presentate alle donne che aveva offeso in canzoni del passato. Non è facile recuperare e può non sembrare sufficiente, ma un uomo nelle proprie canzoni può prima sbagliare e poi ammettere di aver sbagliato in passato, pentirsi della propria opera. Non condividere più quello che hai creato non vuol dire rinnegarlo, ma ammettere un errore, un grande passo per chiunque di noi. Quando scrivi una canzone che gira tutto il mondo, quello che dice lo vengono a sapere in molti, sei esposto in modo senza via di ritorno. È il rischio, oppure è libertà di esprimersi. È bello, oppure può essere brutto se quelli che ascoltano non condividono quello che dici e se il tema è così difficile, come quello del rispetto delle donne. MCA ha cambiato atteggiamento e ha ammesso lo sbaglio. Un tipo di eredità che non non ha lasciato solo lui, ma qui sto parlando di lui, quindi qui è lui quello che ha avuto la forza di ritirare fuori l’argomento su cui aveva toppato (non facile), accusarsi di mancanza di rispetto e cercare di metterci una toppa, con le parole, come con le parole aveva esagerato. MCA era un rapper e un bassista straordinario, ma gli riconosco anche la volontà di cambiare, e di esserci riuscito, apparentemente con la semplicità dell’eterno giocherellone, in realtà con parole chiare e definitive, per chi può e riesce ad accettare la marcia indietro. E questa è anche la caratteristica dei BB, essere sempre divertenti ma voler fare le cose con serietà, voler cambiare le cose, anche quelle grandi, più grandi di loro, come quando ritardarono l’uscita di To The 5 Buroughs per cercare di influenzare la loro città (NY) a votare contro Bush. La canzone An Open Letter to NYC è l’esplicitazione di questo tentativo e l’esplosione definitiva dell’impegno politico diretto (Bodhisattva Vow in Ill Comunication era il chiaro segnale del trip Tibet, ma non era politico in quel modo lì). Tentativo che alla fine non è riuscito, ma è stato un grande tentativo. Agli errori si può tentare di rimediare, con un rap o con il voto. E di mezzo c’è lo stesso veicolo: le parole.

“Se io posso cambiare, e voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare” disse Rocky 4 alla folla in visibilio dopo che l’americano aveva vinto contro il russo in piena Guerra Fredda.

Oh Word. Non è semplice il rapporto che si ha con le parole. Possono essere alla fine quello che rimane di un’impresa fallita (come quelle di An Open Letter to NYC) ma allo stesso tempo suonare ancora come esaltanti dopo 9 anni, fuori contesto politico. Questa è solo una delle cose che possono fare, ce ne sono tante altre, credo, meno circoscritte, più universali, blah blah.

Il basso lo lascio stare, però volevo provare a giudicarlo come rapper, anzi come MC. Naturalmente, come in un film il cui finale pare scontato, il giudizio sarà positivissimo. Però volevo dire che: di solito un emcee fa due cose molto meglio di un rapper rapper 1) freestyle su qualsiasi tipo di base, anche il rumore della lavastoviglie; 2) un flow di parole coinvolgente. EmCeeA era un freestyler che non scherzava. Il suo modo di improvvisare era, all’inizio, più concentrato sul suono della parola. Con gli anni il ragazzo ha iniziato a dare importanza anche alle tematiche, quelle serie, anche nell’improvvisazione. Così non si evocavano più le boobs, le girls e le ladies, ma si parlava di politica, di impegno e di libertà.
Il suo flusso di parole per spaccare in due l’attenzione del pubblico e tenerla sveglia è sempre stato molto efficace, all’inizio mi pare che le parole si rincorressero più velocemente, con il passare dei chilometri mi sembra che in qualche modo sia tutto più coscienzioso. Più noioso, più sensato. No, si. Alcuni dicono che i BB anarchici dei primi tempi erano quelli che spaccavano di più, altri (anche io) hanno apprezzato il cambiamento verso il messaggio impegnato, pur amando anche i primi. Quel passaggio è stato sconvolgente, radicale almeno quanto quello dall’acustico all’elettrico di Bob Dylan, di cui si è discusso molto, ma la discussione non aveva alcun senso. Per quanto tempo uno può andare avanti con le cose che ha già fatto, facendo cose sincere, se ha la smania di cambiare? Poco, poi finisce nel buco del mondo depresso dei repressi. O è un venduto. It Takes Time to Build è meno divertente di Fight For Your Right ma ha un ritmo netto, secco che non ti lascia neanche per un secondo e l’ultima strofa (attacca MCA) è un messaggio forte e chiaro.

So step up to the window and place your bets 
Is the US gonna keep breaking necks 
Maybe it’s time that we impeach Tex 
And the military muscle that he wants to flex 
By the time Bush is done what will be left 
Selling votes like E-pills at the discotheque 
Environmental destruction and the national dept 
But plenty of dollars left in the fat war chest 
What the real deal why you can’t connect 
Why you hating people that you never met 
Didn’t your mama teach you to show some respect? 
Why not open your mind for a sec?

Questo cambiamento si è intrecciato con l’altro cambiamento di MCA e s’incrocia per tutta la carriera dei Beastie Boys con il su e giù di stili suonati nei dischi. Ma non penso che la varietà sia la caratteristica migliore, quella penso che sia – dal punto di vista puramente estetico – la capacità di trasformare la merda in oro, e dal punto di vista musicale la bellezza dei ritmi delle canzoni, nonostante aver rappato per anni senza eccessivi cambiamenti. Le basi, suonate o semplate, sono il cuore della loro musica. Questo mette da parte per un attimo MCA e mette in risalto il lavoro di squadra, che ha un valore enorme – la maggior parte delle canzoni nei dischi sono accreditate a “Beastie Boys”. Ognuno fa la parte vocale, e tutti la fanno bene, da soli, sovrapponendosi o dialogando, ma si suona senza stoppine, senza Autori. Ognuno è un beastie boy come gli altri.

MCA non so se fosse il migliore dei tre (dei quattro), ma era un terzo (o un quarto) di un mezzo miracolo. Loro erano three mc’s and one dj, ma comunque MC era il Master of Ceremonies, quello chiamato così, quello col flow più grosso di tutti, quello che attacca Jimmy James. (Wiki:) un MC è sempre un rapper, ma un rapper non è sempre un MC. E lui era MC

A.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...