IL DISCO DI OGGI

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A vederla sembra una copertina dei New Order senza tutti i colori, rimaSTIne due. Dentro all’ep dei Lushes che si chiama What Am I Doing (Felte Rec) c’è una canzone che si chiama Dead Girls che ieri mi ha mandato in para nera. I Lushes sono in due, di Brooklyn, e dentro all’ep mi è parso di sentirci Micah P. Hinson, Manta Ray, For Carnation, i June of 44 disco verde e a un certo punto (Feastin) pure i Coldplay, bella merda quella piccola fettina di giornata, ma poi non perdo del tutto le staffe perché mi viene in mente Adam Gnade, che voglio dire non è Chris Leo ma si fa presto a dire meglio quando all’insaputa nel tuo cervello ci sono appena saltati dentro i Coldplay. Come per un attimo i Lushes mi mettano in testa i Coldplay e l’attimo dopo Micah P. Hinson me lo sono spiegato dicendomi che è un passaggio che sento solo io perché tutto il fottuto giorno il mio collega si soffia piano piano tra le labbra i motivetti dei Coldplay, e poi non ho trovato altre motivazioni. Un’altra cosa che non ho ancora fatto è comprare la radio con la usb quindi in macchina ascolto i cd, e in macchina quando ti prende la tangente ti prende e basta, è quel momento in cui in modo strano e impossibile riesci a essere concentratissimo sulla strada senza neanche pensarci perché stai pensando alle canzoni. I Van Pelt. I Lushes partono con una strofa con una chitarra sempre uguale ma sempre più incalzante che li ricorda in Harsh, e finisci con la faccia nel ritornello ad ascoltare i suoi vuoti tanto quanto i pieni. C’è sempre un momento in cui devo parcheggiare e scendere dall’auto ma c’è anche un momento in cui ci torno a riascoltare Dead Girls. Inizia con una ragazza zombie che muove piano il cranio e finisce allo stesso modo e in questo intervallo di tempo pieno di morte l’uso dei piatti è quasi sempre in primissimo piano, più di ogni immaginaria media di uso dei piatti. Per Harsh posso dire ancora che il cantante dei Lushes canta come il cantante dei Clever Square, e io sono molto contento, è poco, ma per me è moltissimo. E poi i Liars, quelli di They Threw Us All in a Trench and Stuck a Monument on Top, ce li ho sentiti, in momenti differenti. L’incipit chitarra e batteria di Traffic è una cosa molto ben fatta (Traffic, come Traffic di Soderbergh, bello Traffic di Soderbergh), dopodiché il cantante si unghia la gola come Kurt Cobain, poco dopo il momento in cui è partito una specie di punk funk che è già finito. Alcuni attimi cambiano se stessi molto velocemente in What Am I Doing. Questi sono alcuni, ce ne sono anche altri. Senza trascurare il concetto di ripetizione.

streaming su felte.
www.yinyangjacuzzi.com

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