PINK

pink grammy 2014

I Daft Punk hanno fatto Get Lucky con Stevie Wonder; erano un po’ rallentati, da Stevie Wonder, che cieco è sempre stato, ora è anche vecchio. Katy Perry è andata male, voleva stupirci vestita da stregha, aveva tutte le carte in regola per riuscirci ma non ce l’ha fatta. Il culo di Beyoncé è bellissimo, e proprio per questo il rap di suo marito è stato troppo poco incisivo per attirare l’attenzione. Mecklemore e Ryan Lewis fanno un hip hop da fighette e in più hanno deciso di chiamare con loro sul palco Madonna col bastone, capite COL BASTONE, e di imbastire quella scena dei 34 matrimoni celebrati tutti insieme da Queen Latifah con GENTE CHE PIANGEVA in qua e in là nell’inquadratura. La canzone di Taylor Swift mi ricorda troppo November Rain. Lorde Royal l’ha trasformata in una messa in scena con riferimenti troppo espliciti e fuori luogo a The Ring, e la cosa non mi è andata giù. Trent Reznor è vecchio. I Metallica hanno fatto ridere. Imagine Dragons e Kendrick Lamar sono stati delle mezze seghe; e quei tamburi costano più di due Lamborghini. Robin Thicke e Chicago Medley hanno portato sul palco l’America di Michael Bublé pasticciandola con Good Girl. Lasciamo stare Ringo e Paul. Rap God dà la paga a tutti gli altri rapper che c’erano nei dintorni, maestri compresi, ma Eminem non mi è piaciuto poi tanto. Bruno Mars ha dimostrato ancora di essere uno degli uomini più annoiati della Terra, non peggio però di Drake, che pure non ha rappato male. Visto da vicino, Bruno Mars ha labbra e denti perfetti, ma la sua musica continuo a non capirla, mi sembra sempre che faccia leva su melodie e suoni che servono solo ad avvicinare le ragazze.

E via dicendo. Per questi motivi, la migliore performance ai Grammy Award 2014 è stata quella di Pink.
Parliamo di donne. Vogliono farci concentrare su altre doti, poi, forse, sul talento. Il talento non manca, c’è quasi sempre, ma dipende a fare cosa. Non è una battuta a sfondo sessuale, dipende a fare cosa: Beyoncé canta bene, Lady Gaga buca lo schermo, Rihanna ha la voce più limpida di tutte, nonostante la canzone con Zakira. Comunque, anche se c’è, il talento passa in secondo piano. Il motivo lo sappiamo: ci sono cose che attirano di più l’attenzione. Ma quest’anno Pink ve l’ha messo in culo a tutte.

Miley Cyrus l’ha dichiarato: mi sono messa nuda perché mi notassero e dicessero “ah, che bella figa” e poi notassero che so ANCHE cantare (queste uscite spesso sono incontrollate, ma spesso sono scritte da persone che hanno studiato il marketing tutta la vita; il loro livello è talmente basso che non capisci mai quali sono quelle preparate e quelle no). Si, certo Miley, io però non sono ancora passato al secondo step, fondamentale; ti saprò dire quando c’arrivo, per ora credo che tu abbia perso un po’ il polso rispetto a quando cantavi anche il country. Il secondo video, quello sotto le lenzuola, è basato su un’idea che ha già fatto il suo tempo, l’effetto c’è Hannah Montana nuda in TV si è già sgonfiato.
Beyoncé fa la stessa cosa con il culo. Gestisce la propria immagine facendo troppo riferimento alle doti fisiche – una volta non era solo così. La sua dichiarazione più intelligente rilasciata dopo la gravidanza è che, se ce l’ha fatta lei, tutte le donne possono farcela a tornare in forma dopo il parto; il disco nuovo, quello uscito a sorpresa prima di Natale, l’ha fatto per loro.
Katy Perry cerca di nascondere il talento con tutta se stessa. E poi ultimamente la vedo un po’ ingrigita.
Pink ha dimostrato ancora una volta il talento con il talento; è molto semplice, ma non è chiaro a tutti. Azzeriamo tutti giudizi al Grammy dell’altra sera, giudichiamo tutto in base a quelle performance dal vivo, come se fossero la verità, perché per quella sera tutti fanno una scelta strategica su cosa mettere in scena: non è la prima volta che Pink fa quel numero, ma in quel contesto è stato la dimostrazione chiara del fatto che la musica pop non è solo marchio, corpo o produzione miliardaria. Di recente sembra che anche chi ha talento si schifi a mostrarlo, per privilegiare altre cose, e la giuria della Recording Academy, escludendo Lady Gaga (la più inquieta di tutte), avvalla questo modo di presentarsi, a meno che non si tratti di un pallone che si è già sgonfiato, come nel caso di Miley Cirus, esclusa pure lei. Pink non è Carla Fracci, però la sua esibizione è stata molto potente. In questo caso talento significa forza muscolare e un minimo di grazia per ballare. Per raggiungere il risultato, di sicuro, c’ha messo impegno; è già un po’ che è in fissa con la danza, deve ancora lavorarci su perché alla seconda canzone con Nate Russ era spompata, ma cantava; ed è sulla strada giusta per continuare a fare il culo a tutti. Non raggiungerà mai il livello di considerazione di Beyoncé o altre, perché è un piccolo mostro, ma in fondo tutte loro sanno che se anche solo Pink avesse avuto la coscia un po’ più slanciata, a questo punto della sua carriera le avrebbe messe dietro la lavagna più a lungo, non solo per una sera.

Ecco, secondo me bisognerebbe fare basta con le star che decidono a tavolino di vendere la carne pur avendo il talento. E’ un modo di conformarsi rischioso, perché la sola differenza tra Beyoncé e Miley Cirus diventa, a questo punto, quello che hanno fatto in passato (e questo è molto triste) o i gusti personali del pubblico: ti piace bianca o nera, bionda o mora, magra o formosa? E’ un modo per bloccare la crescita di un talento, non lo coltivi ma lo conformi, non studi ma fai quello che fanno gli altri. O, anche se detti legge, detti quella sbagliata.

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