Di gente che si ficca il microfono in gola

(Testo e foto di Maicol)

Sabato 1 luglio c’era Vasco a Modena, che raccoglieva 220.000 persone oneste per i suoi 40 anni di carriera. A Bologna, Zona Roveri, invece, suonavano i Dillinger Escape Plan, che dopo 20 anni di sberle e passeggiate sulle teste del pubblico han deciso di fare basta. Quindi salutarli era d’obbligo.

Passeggiare sulle teste: https://youtu.be/r-lxwlgyhhA

Non sono mai stato un gran metallaro, neanche i DEP in realtà lo sono, ma li ho conosciuti nei primi anni ‘00 quando andava un sacco il metal-core e mi han sempre gasato. Hanno pubblicato 6 album e all’inizio qualcuno ha azzardato a paragonarli, come innovatori, ai Faith No More, difatti il buon Patton ci cantò dentro per un EP mentre aspettavano di assumere quella bestia di Greg Puciato. Credo di averli visti 4 o 5 volte, non ricordo di preciso e quella volta ad Amsterdam non ero esattamente sveglio. Sempre live esplosivi, impeccabili, sempre locali abbastanza scarni (a parte al Vidia, lì era bello pieno, ma era l’apice di quel periodo del cazzo coi ciuffi in faccia, quindi non vale), quei concerti che se vuoi menare qualcuno ti butti in mezzo alla mischia, e quando ti stufi o stai di lato con la birra in mano o sei già in seconda fila. I concerti belli insomma.

Nel 2017, l’altra sera, al loro ultimo live italiano ci saran state 300 persone, o forse 400, più o meno giovani, qualche anzianotto, quasi tutti entro i 40, 5 donne in totale, escludendo le bariste. La metà della gente indossava magliette dei NIN, l’altra metà mi piace pensare fossero ingegneri, perché è quel genere un po’ così, tutto tecnica, rabbia, convulsioni, che ti immagini Ben Weinman (mente e chitarra del gruppo) scrivere i pezzi con una mano mentre si sfila delle trasformate di Fourier con l’altra. E poi quando sono andato per prendere da bere al bar c’era la fila. Quella vera, lunga 5-6 metri, con due persone affiancate per volta, composta. Che Andrea mi aveva appena raccontato di quando due giorni prima, al concerto dei Depeche Mode, gli avevano pisciato sui garretti, per dire.

A far da spalla c’erano OvO e Zeus, non li commento perché non li so apprezzare, mio limite, ma non ce ne sarebbe nemmeno bisogno. Così come della performance dei Dillinger non dirò nulla, perché non c’è nulla da dire, se non che mancheranno. E le foto parlano da sole.

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