Falling Skies Falling Skies Falling Skies

Falling Skies, l'impiantoSiamo alle solite. Finisce una serie TV e ne cerchi un’altra. Le serie TV sono come i taralli, o come i Doriano. Finisce Fringe e arriva Games of Thrones. Prendi una pausa di riflessione da Games of Thrones e arriva Falling Skies.
Falling Skies. Anche in questo caso, siamo alle solite: gli aleni hanno invaso la Terra, gli umani rimasti in vita fanno quello che possono per sopravvivere. In giro ci sono molti cuori infranti, rancori, remore, bambini geniali e uomini con le palle. L’occupazione aliena mette tutti sullo stesso piano: siamo tutti piccoli esseri infimi. I ragazzi però contano di più: gli alieni (esseri mostruosi) li rapiscono, gli ficcano una seconda spina dorsale sulla schiena, gli succhiano tutta la forza di volontà e li allevano come figli, come fanno gli animali.
Gli umani sono furbi: prendono in custodia un mostro, lo studiano, capiscono come fare a ucciderlo, di che cosa si nutre e che cosa attira la sua attenzione. Capiscono anche che quei cosi sviluppano un’energia forte.
Falling Skies è prodotto da Steven Spielberg. I tempi sono sempre perfettamente calibrati (con qualche preferenza per la lentezza), gli attori molto bravi, gli alieni mostri ben fatti. Naturalmente, c’è una buonissima dose di paraculaggine: si calca molto la mano sull’amore paterno per i figli, sul dolore per la perdita dei cari, sulla difficoltà di vivere in una condizione di restrizione, con regole militari. Ma è bello così, perchè, se non fosse così, Falling Skies non avrebbe davvero la forza che ha, dovuta al fatto che il genere fantascientifico si è calato in questa serie nella paura di perdere tutto, la paura che gli alieni rubino corpo, cervello e anima dei figli.
Due sono i poteri cui fanno riferimento i sopravvissuti in fuga: quello militare e quello civile. Convincente la contrapposizione iniziale tra le due metà che si spartiscono il controllo, bella e per niente scontata l’idea in base alla quale il potere civile si contrappone al potere militare che attribuisce più importanza alla guerra in atto e mette in secondo piano la salvezza dei cittadini: tutto viene fatto per salvare la società, siamo in fuga e ci difendiamo per salvaguardare la popolazione, dice il capo dei civili (Tom Mason, Noah Wyle, ex John Carter in E.R. Medici in prima linea, ex Steve Jobs in I pirati di Silicon Valley); no, siamo in guerra, dice il comandante dei militari (Captain Dan Weaver, Will Patton). I militari sono rigidi, inizialmente, poi si ammorbidiscono, quando possono.
Al centro della storia è l’impianto, la seconda spina dorsale che gli alieni piazzano sulla schiena dei ragazzi catturati. Nascono tante domande. Quella eterna: gli alieni sono buoni o cattivi? A questo interrogativo la risposta, per fortuna, viene data subito: sono arrivati dal cielo, non per essere amici. Ci sono poi altre questioni, più focalizzate sulla storia specifica: quali conseguenze pagano i ragazzi sui quali viene innestato l’impianto? Una volta liberate, le vittime rimangono condizionate dagli alieni? Tutti? O solo quelli che sono stati impiantati più a lungo? Sono in contatto con loro?
Non so, mi fermo qui. Se volete saperne di più: fallingskiesitalia.blogspot.it.
Altrimenti, (doppio) appuntamento ogni domenica alle 21 su Cielo.

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